La prossima gara di Giovanni sarà la Firenze Urban Trail e qui ci racconta il suo “lunghissimo”.

GIOVANNI

Non sono un allenatore e neppure ci provo, ma per prepararmi a correre degli ultra trail seguo l’allenamento che è più o meno quello di un maratoneta, al quale tolgo i lavori più veloci per inserire dei lunghissimi, possibilmente in montagna.

Oggi, fortuna vuole, l’allenamento prevede un lunghissimo… quindi niente di meglio che andare in montagna, lasciar correre le gambe e soprattutto la testa… perché è da li che parte tutto.
Bisogno allenare la mente alla fatica.
Perciò mi trovo a Civate, località il Pozzo, sono le 5.15 e la temperatura è freschina, la luce ancora non si vede e mi sento carico al punto giusto!

Dopo aver pianificato il giro sulla cartina mi preparo a fare i conti con la realtà, accendo la frontale e comincio ad andare verso l’alto, in un bosco, che seppur buio, mi fa sentire a mio agio.
Il sentiero è ben segnato e le stelle giocano a nascondino tra gli alberi, sono a pochi km da Milano ma il rumore del traffico e lo smog sono solo un ricordo, la gamba gira bene fin dalle prime battute e si preannuncia una giornata memorabile.
Speriamo bene.

Finalmente dopo 2 ore la luce del sole scavalca la Grigna e spunta dalle montagne in lontananza scaldandomi e regalandomi un’alba incredibile.
Il piacere di correre sui crinali appena illuminati è unico!
Ahimè non sono capace di raccontarlo e neanche di filmarlo (ci provo) ma farlo è mille volte meglio.
Chiunque si volesse aggregare è il benvenuto.

Il sentiero scorre veloce sotto le scarpe con una buona alternanza tra salite e discese, l’unico inghippo è il freddo che ha congelato gran parte delle fonti d’acqua, ma ha reso il sentiero bello asciutto e scorrevole.

Prima dell’ultima salita penso che il “lunghissimo” per questo mese è andato a buon fine, ma mancano ancora un paio d’ore quindi ricerco subito la concentrazione, altrimenti aumento troppo il ritmo con conseguente scoppio fisico. Non sembra ma andar piano è difficile.
Solamente sull’ultima discesa posso rilassarmi e cercare di correre leggero fino alla fine.
Al termine del giro il gps dice che i km percorsi sono 70 con 4.000 mt di dislivello, corsi in circa 10 ore.
Decisamente contento torno casa sognando altre giornate così.

Tiriamo le somme: Le sensazioni sono sempre state molto positive e la gamba girava particolarmente bene, quindi veri momenti di difficoltà non ne ho avuti, ma probabilmente il paesaggio e la vista delle montagne appena imbiancate ha alleggerito parecchio la mente.
Un altro aiuto mi viene anche dalla fiducia negli allenamenti fatti (che fatica alzarsi alle 5.30 per correre prima di andare al lavoro, ma se questo è il conto da pagare… ci sto!), alla serenità mentale, ed un ringraziamento alla mia famiglia che mi permette tutto ciò.

Il percorso è stato:

Civate – Rifugio SEC – Gajum – Terz’Alpe – Canzo – Alpe di Carella – Rifugio SEC – Monte RAI – Terz’Alpe – Visino – Monte Megna – Barni – Lasnigo – Visino – Terz’Alpe – Monte RAI – Rifugio SEC – Civate

Se volete scrivere a Giovanni Sora ecco la sua mail: giovanni.sora@tiscali.it

 

 


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