Quand’è che un essere umano con un po’ di cervello decide di iscriversi ad una maratona?

Tante volte in questi mesi mi sono sentita dire: “ma chi te lo fa fare?” Oppure “ma tu si pazz!!!” (Tu sei pazza!)

Decido di farlo: a 34 anni una donna decide di sposarsi, di andare a convivere, di fare un figlio… ebbene, io decido che a 34 anni voglio regalarmi una sfida con il mio corpo e la mia mente.

Decido che è giunto il mio momento subito dopo aver accompagnato la mia amica Diana per 31 km durante la sua prima maratona a Roma, e scelgo anche i miei compagni di viaggio: Kia, Didi e Magister (solo lui può sopportarci).

Decido a maggio anche che la linea d’arrivo sarebbe stata a Firenze, perché io amo questa città e perché mi piacerebbe che qualcuno mi accompagnasse.

Purtroppo da giugno inizio ad avere dei problemi muscolari importanti: tecar, massaggi, manipolazioni, insomma: faccio l’impossibile.

L’idea di preparare una maratona inizia a svanire. Non corro tutto giugno e tutto luglio, passo solo a salutare i miei amici runner. Ad agosto mi faccio coraggio e, per partecipare ad un gioco con Magister e Didi, ricomincio a correre, ma solo e sempre per farci 2 risate!

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Chiara, Elisa e Diana

La prima settimana di settembre inizia la preparazione “matta e disperatissima” (sulla mia preparazione a questa maratona dovrei scrivere un altro articolo ahahaha). Io non ho vissuto in tabella, ma in un foglio excel (e i tuoi, GREG, sono bellissimi!).

Il weekend del 28 e del 29 novembre è stato organizzato proprio come si organizza una gita scolastica: il mood perfetto.

Ma veniamo a sabato 28 novembre: Valeria, Didi, Magister, Marco ed io partiamo con un fantastico Italo (in prima classe) e l’unica preoccupazione del gruppo è sapere se su Italo ci avrebbero dato il giornale e offerto il caffè; insomma, tutto perfetto.

Arriviamo a Firenze; inizio a razionalizzare che, dopo 12 settimane vissute quasi serenamente, il giorno dopo avrei affrontato me stessa. Ritiro il pettorale e sono serena, anzi anche un po’ infastidita dalla troppa gente, quindi abbandoniamo il village appena possibile. 

Firenze è anche una città dove si mangia da Dio, quindi la preoccupazione del gruppo diventa: “dove andiamo a mangiare?”.
Le ore del sabato scorrono veloci tra cantucci, sorrisi e passeggiata in centro.

Decido che però è il momento di farmi salire la giusta ansia: una vera runner non può non avere ansia. (ahahahhaha).

Obbligo il gruppo ad andare in piazza Dante, perchè voglio vedere l’arrivo. Faccio la foto, mi scendono 2 lacrime e penso: “ricordati a cosa stai pensando ora e oggi. Domani se e quando passerai di qui ricordatelo!”. 

Arriva la sera e facciamo la pappa, in tutti i sensi: il mio piatto pre-maratona è stata la famosa PAPPA AL POMODORO.
Qualche minuto dopo aver ordinato, ecco la carrambata: si apre la porta del ristorante ed entrano mio fratello, la sua ragazza, ma soprattutto il mio babbo, che è venuto “da giù” (passatemi la licenza letteraria di una meridionale!) per vedere la sua piccola. Bè, lì si ripiange!

A casa inizio a preparare le cose utili per il giorno dopo, ma solo dopo aver messo l’acqua per la tisana.
E’ tisana-time per tutto l’appartamento Petrarca: Magister vive l’esperienza “tisana al finocchio” per la prima volta (ed è ancora vivo!).

Non so se ho dormito, è stata un po’ come la notte prima della mia laurea. 

La sveglia suona presto, alle 6:30; mi coccolo un po’ nel letto, non voglio uscire, fa freddo fuori. Sento rumori in casa e decido di alzarmi. Magister è gia lì che mangia. È arrivata la mattina del grande giorno. 

Mangio qualcosina, ma lo stomaco è chiuso. Ci prepariamo, sempre molto serenamente. Guardo il cellulare e leggo i messaggi – tutti stupendi – che ho ricevuto. Decido di smettere, perché sono agitata (ma il buongiorno di Maico è stato esilarante!).

Io sono pronta: vestita come un sacco della raccolta differenziata (foto sotto), do un bacio a MARCO, un abbraccio enorme a Didi e Valery; quando le rivedrò sarò al 25esimo.

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Magister con Elisa

Io e il mio angelo Magister andiamo verso la partenza; aspettiamo Chiaretta “Venis” e insieme, cantando Max Gazzè, arriviamo al deposito borse: FACE NU FRIDDUUUU…

A tutti quelli che mi vedono e mi chiedono come sto, rispondo che “oggi ho deciso di fare la figa: se le scorse domeniche correvo al parco Nord, a Monza o al Sempione, oggi corro a Firenze!”.

Incontriamo DDR e Francesca: anche per lei è la prima volta!

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Francesca con Elisa

Poco prima di entrare in griglia mi accorgo che non ho il TomTom Runner con me. Mi sale il panico, poi decido di prenderlo come un segno del destino: “goditela, fregatene, fatti trasportare!
Hai il Biondo (Magister), Chiara, Didi, Marco, Valeria e Stefano; insomma, a cosa ti serve? tu corri e basta!” A POSTERIORI, QUESTA è STATA LA SCELTA TATTICA MIGLIORE! un piccolo consiglio a chi sfida per la prima volta questa distanza: LASCIATELO A CASA!

Ci mettiamo vicino ai pacer delle 4h15. Fino all’ultimo sono stata indecisa tra i palloncini fuxia e quelli bianchi; alla fine scelgo quelli bianchi perchè si abbinano alla mia maglietta: STRATEGIA CORRETTA, DIREI. 

Si parte.

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Io ancora non realizzo, ma mi faccio il segno della croce; corriamo sereni con tantissima gente attorno a noi, parliamo. Magister mi dice di stare zitta e non sprecare il fiato; senza rendermene conto, arriviamo al 12esimo km e siamo al parco delle cascine. Kia ci fa da cicerone: è la sua città, stiamo bene e i palloncini bianchi accanto a noi. 

Per le vie fiorentine incontriamo facce amiche: il buon Giulio, che in sella alla sua bici fa la spola e chiede con amore se è tutto ok (un vero angelo) e Veronica, che non sta benissimo; non vogliamo lasciarla sola, ma non regge il nostro passo. 

Poco dopo arriviamo in zona stadio Franchi. Magister non mi molla, sempre accanto a me a sgridarmi per la schiena e a dirmi “segui la linea verde!” lo adoro!
Kia è li a tenermi la mano.

Arriviamo al 25imo, finalmente!
Lì vedo i miei angeli. Didi, che si presenta con i suoi occhiali gialli stile rayban e la bandana usata come fazzoletto in testa (sembra Audrey Hepburn!), Valery, una leggiadra gazzella sorridente e, dopo qualche metro,  Marco e Stefano, belli come il sole.

Insieme siamo una forza. Il mio sogno si sta realizzando: ho tutte le persone che amo (qualcuno manca, ma è nel cuore)!
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I km passano mentre ridiamo e parliamo. Finalmente entriamo in città, io sto bene; dopo il 30esimo inizio ad avere qualche doloretto al gluteo (diciamocela tutta, un dolore pazzesco! sogno il massaggino del mio fratellino che è fisioterapista), ma ci siamo quasi e non si molla per un cazzo!

Il sole inizia a riscaldare la città, il lungarno è da sogno. Arriviamo in piazza della Repubblica, vedo papà che con la sua macchina fotografica è lì ad immortalare la sua piccola, e il mio fratellino che mi urla “vai vai!!!”. Mi scende una lacrima.

Arriviamo al 40simo, sotto al Battistero. Lì mi scappa una parolaccia: le spugne e i sanpietrini non si sposano bene. Inizio ad essere stanca, voglio finire, piangere e abbracciare tutti!

Arriva il 41simo: “cazzo, non si molla ora!”, dice Magister.

Gli ultimi 400 metri: Valery esce ed accanto a me rimangono Kia, Didi e Magister. Urlo loro di avvicinarsi, voglio arrivare tenendoli tutti per mano.
Roby esclama: “destra, poi sinistra, e siamo arrivati!”

Lui fa uno scatto in avanti, per farci fare gli ultimi 195 metri da sole. Arriviamo! 4 ore e 12 min! (real time)
Abbraccio tutti e piango, piango tanto, devo piangere!
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Volete sapere cosa ho pensato una volta tagliato il traguardo, ovvero quello che mi ero immaginata il giorno prima? “Da oggi non devi per forza andare a correre alle 5 del mattino, da domani potrai dormireeeeee!”.

Scherzi a parte, è stata ad oggi l’esperienza più bella della mia vita di 34enne. Me la sono goduta tutta, e il tempo passato a correre (molto, perchè sono lenta) non conta, se lo hai vissuto con degli amici veri e autentici!

Vi amo… e vorrei dirvi un GRAZIE LUNGO 42,195 KM!

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