La nostra nuova vita podistica con Thule
(e il racconto della Lierac Beauty Run)

Questa nostra pazza avventura inizia sotto un tiepido sole di inizio maggio. Mi guardo intorno: tutte le mie amiche runner sfoggiano fisici asciutti in bikini colorati nuovi di pacca. E penso che no, non posso più nascondermi dietro la seconda gravidanza, non posso più vedere quei rotolini, non posso più stare ferma, e che sì, é arrivato il momento di ricominciare a correre, anche pochi chilometri, ma con costanza; in fondo quando Leo aveva sei mesi, tre anni fa, ho preparato e corso una maratona. E adesso? Sono carichissima, sì, ma come faccio ad organizzarmi? A chi lascio Lavinia (Biby per gli amici)? Non dorme mai, solo nel passeggino, in giro, all’aria aperta.

E proprio in quel momento, mi chiedo: “perchè non correre con il passeggino? Mentre la bimba dorme, puoi correre e non togli tempo a nulla!”. Ma come ho fatto a non pensarci prima?

Ok. Passeggino da corsa, quindi. Inizio a documentarmi, da brava mamma 2.0. Mi si apre un mondo, guardo video, recensioni e immagini, e capisco subito quello che fa per noi: il Thule Urban Glide 2, con le sue tre grandi ruote e un design accattivante. Perfetto per correre, ma anche per passeggiare e l’ideale per famiglie attive (o che provano ad esserlo!).

Lo provo subito per una breve sessione di corsa: carico Lavinia, la allaccio con l’imbracatura regolabile, tiro giù il parasole con schermo solare (che è impermeabile, come abbiamo testato sotto il diluvio mattutino!), blocco la ruota anteriore e… via!

Lo Urban Glide 2 è super maneggevole e leggero, sembra quasi che sia lui a darti la spinta giusta;  dopo i primi offroad, capisco finalmente come fare per curvare (bisogna premere di più dalla parte dove vuoi girare, oppure effettuare una pressione più forte per far alzare la ruota davanti) e quale sia la regolazione giusta del manubrio per la mia altezza. Sul maniglione ci sono anche un freno a mano a torsione e un appiglio per tenere il passeggino in discesa, che non si sa mai!

La corsa con il passeggino – chiamato stroller, in gergo – è inevitabilmente diversa, perchè una oppure entrambe le braccia sono usate sul manubrio, ma è solo questione di abitudine e con qualche piccolo accorgimento allo stile e alla falcata, porto a casa 5 chilometri.

Siccome sono un pochino competitiva, decido di iscrivermi a una gara ufficiale, per testare sia lo stroller che la mia resistenza, e mi iscrivo di getto alla Lierac Beauty Run del 9 giugno, una corsa di 10 chilometri tra le vie del centro di milano, in notturna. Si iscrive anche un bel gruppetto di amiche runner, che saranno i nostri angeli custodi per tutto il percorso.

La sera della gara, a Milano è fresco, ma l’atmosfera è calda all’interno dell’arena, dove è allestito il villaggio per gli oltre 3.300 iscritti, prevalentemente donne. Nei vari stand ritiriamo maglietta e pettorale, una fantastica coroncina di rose che metto alla bimba e tanti altri gadget di bellezza. Poco prima delle 21, ci avviciniamo alla linea di partenza, la musica è forte, Lavinia agita manine e piedini tutta entusiasta e smaniosa di partire. 

Finalmente il via! Per il primo chilometro è difficile districarsi tra le gambe degli altri corridori, chi va destra, chi va a sinistra, chi ci taglia la strada, chi ci lascia passare, ma una volta superato l’ingorgo troviamo il nostro ritmo e maciniamo i primi chilometri, alternandoci alla guida del Thule, con i piedini di Lavinia a darci il ritmo, e l’incitamento degli altri runner e del pubblico. Lungo il percorso, ho sentito tanti “l’anno prossimo anche noi col passeggino”, molti “che brave queste mamme moderne!”, alcuni “corrono col passeggino, ma vanno più veloci di noi!”, e -fortunatamente- nessun “povera bambina, non sarà scomoda?”.

Per la cronaca, al quarto chilometro, cullata dal vento e dal pavè di Brera, Lavinia si addormenta nell’incredulità generale, così facciamo un brevissimo pitstop, che ci consente di reclinarle la seduta con una mano sola e di coprirla con un telo che avevo riposto nello spazioso cestino con cerniera sotto lo stroller, insieme a scorta di acqua, antizanzare e un cambio.

Il passaggio di fianco al Duomo è spettacolare, con la cattedrale illuminata, il cielo blu e le palme, così ci fermiamo per una foto ricordo, ma poi via, verso il Castello Sforzesco, il parco Sempione, l’Arco della Pace, e il punto più atteso, il km8, dove ci aspettavano i nostri Homies con il loro tifo da stadio con fumogeni, trombette, coriandoli, e con il piccolo Leonardo che dava il 5 a tutti. Emozionante, diciamo la carica giusta per affrontare gli ultimi 2km prima del giro d’onore finale in pista, tutti mano nella mano, piccoli e grandi, perchè la corsa è uno sport di gruppo, anche con 3 ruote in più!

Ah, pochi minuti dopo l’arrivo, Lavinia si sveglia bella riposata e sorridente, agita le manine e i piedini come a dire “ancora, mamma!”. Va bene, piccola, mamma ti porta ancora a correre, appuntamento alla Reggia di Venaria (TO), per Una Corsa da Re, il 14 ottobre. 

 

 

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