Daniel Hofer

Daniel Hofer il nostro Braccio di Ferro.
Strudel e canederli i suoi spinaci.

Daniel Hofer mi piace da sempre. La cosa assurda è che mi sono accorta di lui, prima che lui si accorgesse di me. Strano. Avrei scommesso sul contrario. E invece…

Non l’avevo mai conosciuto, ma è uno che, come dicevo all’inizio, mi piace da sempre.

Ma non in quel senso eh… perchè…mettetevi nei miei panni: andate voi da mia nonna di Reggio Calabria a dirle “nonna, mi piace un’Altoatesino”... ecco che mia nonna prende con una mano dei canederli, con l’altra un’autoclave, e me li tira dietro. Insieme.

Certo, avrei potuto mascherare la cosa dicendole che era del Sud-Tirol, ma si sa, le nonne capiscono sempre tutto… e prima o poi avrebbe scoperto l’inganno, quindi… quindi meglio lasciar perdere.

Ma dicevo… Daniel è uno che mi piace da sempre. Da quando ho iniziato a fare triathlon, Daniel l’ho visto in quasi tutti i campi di gara dei campionati italiani: che si trattasse di Duathlon Sprint, classico, Triathlon Olimpico o staffetta 2+2… lui c’era. C’era sempre. E prima di ricordarmelo per i suoi continui successi, Daniel, me lo ricordavo prima di tutto come “ah si Hofer, quello che sorride sempre”.

Già, me lo ricordavo per il suo sorriso.

Lui sorride sempre. Vince una gara, e sorride. Non vince una gara, e sorride. Va in bagno, e sorride. Piove, e sorride. Mangia la ‘nduja piccante, e sorride. Ha la febbre, e sorride. Mi guarda, e sorride. Gli bucano le ruote della bici, e…no va beh, forse qua non sorride. Ecco, Daniel mi piace da sempre per questo.

“Daniel, Ti ricordi di me ?”

“Certo che mi ricordo!”

Gli voglio credere. Non mi piace mai mettere in dubbio quello che gli altri dicono.

Incontra il triathlon da piccolino, grazie al padre, che all’età di 8 anni lo porta fare una gara giovanile. Lui se ne innamora subito, e in breve tempo la triplice si affianca a quella passione che ancora oggi ha, e che si chiama Hockey. Quindi, diciamo tutti insieme: “Grazie, papà Hofer”.

Fino ad oggi l’abbiamo visto gareggiare solo in distanze di Sprint ed Olimpico, ma alla mia domanda “Hai mai pensato ad un medio?”, il mio ormai amico Daniel confessa: “si, ci sto pensando”.

“Quando hai capito realmente il tuo valore di atleta ? Quando hai capito che ti stavi trasformando da sportivo ad atleta ? Quando hai capito le tue reali possibilità in campo sportivo ?”

“Penso che siano stati più passi. Uno sicuramente è stato l’ingresso nel Centro Sportivo Carabinieri, che mi ha permesso di realizzare il mio sogno ad essere atleta. Ma veramente a credere in me stesso ho iniziato intorno ai 26/27 anni, dopo un paio di stagioni non brillanti dove poi ho iniziato a tirare fuori il meglio di me!” 

“Qual è stata la tua più grande soddisfazione ?”

“Di essere sempre stato un atleta leale e corretto”

Ed è vero. Lo è sempre stato. E anche per questo è un grande esempio per molti giovani atleti.

Per l’impegno, la professionalità, e la passione che ha sempre dimostrato negli anni, lo scorso Ottobre gli è stato anche conferito dalla Federazione Italiana di Triathlon il premio alla carriera per i 18 anni in maglia azzurra. Un atleta con la A maiuscola, il nostro Daniel. Un atleta che grazie alle tre D (Dedizione, Determinazione e Del buon strudel) ha portato all’Italia un podio in Coppa del Mondo, 2 vittorie in Coppa Europa, medaglie agli Europei e Mondiali a squadra di Duathlon e Triathlon.

“e quale è stata la tua più grande delusione?”

“Troppe, nella vita di un atleta spesso ci sono più gare negative che positive. Una in particolare fu in Colombia, Coppa del mondo 2011: arrivai terz’ultimo e ci rimasi molto male.”

“Per quanto riguarda le Olimpiadi di Londra 2012: ti consola se ti dico che anche io, quell’anno, non sono riuscita a qualificarmi?”

“Mi consola si, delusione condivisa è più facile da smaltire”

Io e questo metro e ottantotto  di ragazzo, ora, siamo molto amici.

“Qual è l’atleta (se ce l’hai) a cui ti sei sempre ispirato ? che stimi ? che ti piace tanto come persona e atleta in sé ?”

“Stefano Baldini per me rimane uno dei più grandi, umile, deciso e una grande persona!”

Forse è anche per questo che, quando gli domando “qual è il tuo più grande sogno sportivo?”, lui mi risponde “Vincere una maratona… sono ancora in tempo!”.

E glielo auguriamo. Anzi, se vuoi, Daniel, ti do due dritte.

“ Perché consiglieresti il Triathlon come sport ai giovani, e anche ai meno giovani, alle famiglie, ai genitori..?”

“Perché è lo sport più completo che c’è,  e ti permette di conoscerti, conoscere tante persone e tanti posti nuovi”

“Daniel, molti atleti italiani, come te, sono nati a Bolzano o comunque sono alto-atesini. Per fare alcuni nomi, per esempio, la tuffatrice Tania Cagnotto, il tennista Andrea Seppi, la pattinatrice Carolina Kostner.

Ecco, credi forse che il  segreto per diventare dei grandi atleti, sia racchiuso dentro alle locali ricette di strudel e canederli ?

“sì. Canederli, Strudel e anche una buona mentalità positiva sportiva,  che parte dalle varie società, e scuole”

“Anche tu, come me, hai iniziato ad avere qualche ciocca d’argento prima dei trent’anni. Sei d’accordo con l’affermazione “avere i capelli bianchi in età giovanile, è sintomo di intelligenza” ?

“certo, concordo ovviamente ;)”

Ora, siamo più amici di prima.

“Daniel, ho fatto un sondaggio, prendendo un campione rappresentativo di italiani equamente suddivisi in sportivi e non. Ho domandato: Daniel Hofer e Alessandro Fabian dal 2013 ad oggi, si sono alternati la vittoria, e quindi il titolo, di Campione Italiano di triathlon Sprint. Secondo lei, si sono messi d’accordo ?

Qui l’Italia si è un po’ divisa, e hanno risposto così:

– Sì, sicuramente  (13,6 %)

– No, impossibile (15,2 %)

– credo che ci sia stato un netto favoreggiamento da parte della Federazione nel far vincere due atleti con il cognome mozzato perché non avendo una vocale alla fine, costavano sicuramente di meno (71,2 %)

…Credi che il sondaggio si esistito veramente ?

“Sì, sicuramente l’avevo visto sulla Gazzetta dello Sport !”

“So che sei un grande appassionato di cinema e musica. Ti chiama la Mediaset e ti chiede di scegliere un quiz televisivo che vorresti rivedere in TV, e a cui vorresti partecipare. Cosa scegli:

A.      Sarabanda: sei un grande appassionato di musica, dal rock alla disco music, e hai grandi possibilità di diventare il primo Uomo Gatto altoatesino; e poi…hai un grande desiderio: indossare le cuffie per poter dire “la indovino con una” e “passo”.

B.      OK, il prezzo è giusto: hai sempre sognato incontrare Iva Zanicchi, e la sua canzone del 1969 Zingara è la canzone che ti ha portato fortuna quel giorno del 2011, a Cremona, quando arrivasti primo in Coppa Europa.

C.      La Ruota Della Fortuna: dopo qualche turno sei riuscito ad accumulare una buona cifra, e finalmente hai la possibilità che attendevi da anni :  “comprare 2 vocali”, quelle che non hai mai avuto, ma che hai sempre desiderato nel nome Daniel e nel cognome Hofer.

Sceglie la B, Sarabanda. La passione per la musica, alla fine, vince su tutto.

Beh, vorrà dire che le vocali gliele comprerò io.

Per tutti questi anni di divertimento, sacrificio e passione dedicati al triathlon, Daniel ringrazia la sua famiglia, dove ha sempre ritrovato le radici a cui aggrapparsi e il tifo e il sostegno di cui ha sempre avuto bisogno, ma soprattutto l’arma dei Carabinieri, per la fiducia, la stima reciproca e i momenti passati insieme.

Oggi , però, sono io che voglio ringraziare te,  Daniel, per il tempo dedicatomi per l’intervista, e per questi diciotto anni in nazionale di grandi grandi successi.

Grazie Daniel !!

Daniel Hofer: 18 anni in maglia azzurra e un sorriso altoatesino che fa invidia a tutto il nord Italia.

 


 

 

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