IO E SARA GALIMBERTI: così lontane, così vicine…

Sara Galimberti mi piace chiamarla, come a scuola, per cognome… e così la chiamo “la Galimberti”.
Le dico “ciao Galimberti”, le domando “come va Galimberti?”, le scrivo “ehi Galimberti”.

Però anche lei ha un nome, Sara… e così, già che ce l’ha, a volte lo utilizzo.

È il 18 Dicembre mattina, e dopo giorni di inseguimento, ricevo un messaggio su WhatsApp:

–> “Sara Galimberti: Ciao Ale!! Fonzie sta bene… Riesci a venire nel primo pomeriggio a casa mia ? ti offro il caffè.”

Voglio dire…non si rifiuta mai un caffè.

… ed ecco che, a tempo zero, declino l’appuntamento con l’autofficina per il cambio pneumatici e dico NO al carrozziere, e Sì alla Galimberti. 

Arrivo in anticipo sotto casa sua, ma citofono lo stesso. 

Nessuna risposta. 

Così attendo più o meno tre/quattro minuti fuori dal portone, sul marciapiede… giusto il tempo di qualche screpolatura sulla delicata pelle delle mie tozze mani.

Ricitofono. Eccola. 

“Si?”

“ciao Sara sono Alessia”

“ciao! sali sali.”

Mi tolgo il sobrio cappello fucsia che indosso, prima che la Galimberti lo veda. E ad accogliermi, sul ciglio della porta, trovo subito il cucciolo di cane che ha ormai conquistato il cuore di tutti, il piccolo Fonzie… chiamato così un pò per il mitico Fonzarelli e un pò per le Fonzie, le patatine che… “se non ti lecchi le dita, godi solo a metà”.

Di Fonzie mi innamoro subito. Per Fonzie mi rimbambisco subito. Con Fonzie cambio tono della voce e abbandono lo status di persona equilibrata buttandomi a terra insieme a lui. Mia madre, questo, non deve saperlo.

“ciao Sara…come stai? Io lo amo Fonzie!”

“si è un amore, nemmeno io pensavo di rimbambirmi con un cane… ma è successo! Ti offro un caffè lo vuoi ?”

“certo, sono qua solo per questo. Il caffè non l’ho ancora bevuto oggi… grazie”

La Galimberti mi piace subito. Perché, signori… la Galimberti fa il caffè con la MOKA. È STRAORDINARIO. 

Va beh… io amo il caffè. Io amo il caffè con la moka.

In verità Sara l’ho interrotta: quando ho citofonato, stava pulendo i vetri delle finestre in cucina. Un’attività, questa, che a me sta molto a cuore. In molti lo sanno… io, sono vice campionessa europea indoor della pulizia della casa… e così, per un attimo, mi viene in mente di presentarle una mia brillante e personale lezione di economia domestica sul “Come Pulire i Vetri in Casa” , e “l’occorrente necessario e I N D I S P E N S A B I L E” per avere una miglior brillantezza e luminosità…. SENZA LASCIARE ALONI.

Poi però ci ripenso. E le evito l’interessante seminario.

CAFFÈ!

Insieme al caffè, Sara, mi offre un biscotto alle mandorle leggerissimo e buonissimo, fatto da lei con: aria, albumi d’uovo, mandorle e il suo infinito amore per i dolci fatti in casa. 

Poi però, oltre al biscotto alle mandorle, inizia ad offrirmi cose e cose e altre cose… vuoi del cioccolato? È molto buono, sai… o per caso uno di questi cioccolatini… se no ho anche questo, ti va?… questa è proteica… oppure preferisci questo?… il biscotto alle mandorle spero ti piaccia…

Forse mi vede magra…non so.

Mi dice che questa sua attenzione nel preoccuparsi così tanto per l’ospite, la prende dalla madre. Anche lei è così. E anche questo, di Sara, mi piace. 

Parliamo tanto, e di tante cose. E scopriamo che entrambe siamo figlie di mezzo di tre fratelli e sorelle.

“Sai Alessia, credo che siamo molto fortuante noi ad essere in tre. Io non so come farei senza mio fratello e mia sorella. Cioè… non potrei vivere senza di loro. Non potrei.”

La sorella più grande fa l’avvocato, si vedono spesso e vivono anche molto vicine. E parlando, scopro che molte cose in comune, le ho anche con la sorella. Ma su questo, dovremmo aprire un capitolo a parte.

Il fratello, poco più giovane, invece, fa il ciclista dilettante. Tanta roba il ragazzo.

Sì, lo sport nella famiglia della Gali (la chiamo anche così… Gali… voglio dire, per ripetere ogni volta “Galimberti” dovrei prendere le ferie eh…) è sempre stato presente: non solo il fratello pedala, ma anche la madre, come lei, correva. Correva tanto.

Sara si innamora della corsa all’età di 11 anni, e i suoi incredibili risultati e record con la maglia della nazionale e della sua società, li conosciamo tutti. È stata campionessa juniores di atletica nei 5000 metri, vanta un record sui 10.000m di 33’29”, 1h13’ sulla mezza, e all’età di 25 anni conclude la sua prima maratona in 2h39’… lo scorso anno, in quel di Reggio Emilia, arrivando seconda, dietro solo alla Bertone. 

Peró, della maratona, per un po’, non vuole sentirne parlare. Quello che Sara sa, è che su questa distanza, lei, vale tanto. Può veramente dire la sua. Quello che anche sa, è che non è oggi quel momento della sua vita in cui diventerà “la maratoneta”. Per questo, dovrà aspettare ancora un pochino. Ma il momento comunque arriverà. E lo capirà lei stessa. Solo non oggi. Non oggi.

Oggi si allena, ma soprattutto allena. Ha già in tasca il primo livello di allenatore Fidal, ed è anche in questa direzione che nella sua vita vuole andare. Perchè lei ama la corsa. E la ama così tanto che vuole trasmettere questo amore a chiunque. Quando me ne parla, della corsa, capisco la sua vera passione per questo sport. 

Si veste. Esce per allenarsi, e quando inizia a correre, Sara trova una sua dimensione, una dimensione diversa… tutta sua, dove riesce ad isolarsi e tirare fuori il meglio di sè. Ecco cos’è quello sguardo accigliato che ha quando la Galimberti corre… Si chiama concentrazione e “non disturbatemi. L’utente da lei cercato non è al momento disponibile”.

La miglior Sara Galimberti Atleta è venuta fuori con la super combo “Gigliotti + Modena”. Quando mi parla di lui, di Gigliotti, noto l’affetto e la gratitudine che ha nei suoi confronti. Un grande allenatore. L’unico che ha saputo tirar fuori la cattiveria e la grinta giusta che sono indispensabili per un’atleta. E con Sara ci è riuscito solo lui. Per ora. Quegli anni sono stanti anche gli anni vissuti a Modena, dove l’atletica la respirava, la mangiava, la viveva, la incontrava.
L’atletica la circondava. E nell’atletica era immersa.
Poi una serie di infortuni. Infortuni che l’hanno tenuta ferma per un po’, ma dai quali Sara è riuscita a tirar fuori solo le grandi opportunità che la vita che le stava riservando. Qui ha iniziato a costruirsi quel futuro che oggi è il suo presente. Ed è “grazie” a questo stop forzato che si accorge di una porta aperta chiamata Adidas in cui sceglie di entrare. Una porta che probabilmente si sarebbe aperta comunque, ma in cui probabilmente… in un altro momento della sua vita, non sarebbe mai entrata.
“Galimberti… Tu, Sara Dossena, Valeria Straneo, Anna Incerti sommate fate un incredibile numero di successi e grandi risultati; ma sommate fate anche un incredibile numero di infortuni che tende all’infinito. Vuoi forse dirmi che per diventare grandi atlete bisogna infortunarsi? Se si, per migliorare i miei tempi sulla 10km e sulla 21km, quale infortunio mi consigli?”
“Si beh, diciamo che noi atleti l’infortunio lo mettiamo in conto. La vera capacità di un’atleta sta nel cercare di limitarlo. Comunque ti consiglio la microfrattura… alla fine con questa, in un mese te la cavi. Ti sconsiglio la tendinite d’achille… quella proprio no…. è una vera rottura. Ecco, anche la frattura del bacino: quella è veramente lunga… almeno sei mesi di stop… anche se devo dire che, della frattura al bacino, ho lanciato la moda: dopo di me un sacco mi hanno seguita… guarda la Del Buono, anche lei… che dire, io lancio la moda degli infortuni!”
Arriva Fonzie! Dai qualche foto!
Da vera padrona di casa, mi fa fare il giro turistico dell’accogliente dimora in cui vive qui a Milano. Mi fa vedere la sua nuova bici. E mi promette un giro insieme. Certo, basta che ci siano delle salite da fare. Brevi. Ma che ci siano. Anche lei, come la Dossena, utilizza la bici per scarico e come attività complementare alla corsa che la aiuta a prevenire infortuni.

Ora però deve andare. Parlo troppo. Ma anche lei, la Gali, non scherza eh…

“Grazie mille Sara!… scusa, una curiosità, cosa vorresti come regalo sotto l’albero?”
“Nulla, non mi manca nulla nella vita. Ho tutto. Davvero.”
“Nemmeno il nastro che non ti hanno fatto strappare all’arrivo lo scorso Novembre quando hai vinto al Trofeo Montestella?”
“No beh, quello si…”
La Galimberti: 1 metro e 72 di passione e motivazione.

Grazie Sara, grazie Fonzie.

 

 


 

 

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