Alla scoperta di Israele.

Io, Anna e Lollo. 

Da Eilat a Tel Aviv. Tra una ciotola di Humus e una dozzina di falafel. Tra una pita e uno Shakshuka. Tra un Bataklava e un’introvabile citrosodina.

Salvo casi eccezionali, io nella vita faccio la Terza incomodo. Dicono.
Che poi, non ho mai capito perché non si dica “la coppia incomodo”… ma va beh…

Ad ogni modo non è come dicono.
Cioè, è vero… mi è successo spesso di trovarmi a cena fuori, a fare weekend, brevi soggiorni, gite giornaliere, settimane intere… con Anna e Lollo, Mitta e Giulia, Ludo e Albi, Nicla e Antonio, Ari e Valerio, Gabri e Alex, Dani e Antonio… (chiedo scusa alle coppie che ho dimenticato, non me ne vogliano…)… però, giuro, non è come sembra.

Voglio dire… agli occhi di alcuni potrei sembrare quella che spesso regge il moccolo… e matematicamente parlando, a conti fatti, alla luce delle effettive relazioni che intercorrono tra le parti coinvolte, la situazione è, più o meno, sempre questa: 1 coppia + me.

E talvolta succede anche: 2 coppie + me… con disposizione delle sedute che vede appunto me a capotavola, una coppia alla mia destra e una coppia alla mia sinistra… ma in questo caso, per ovvi motivi, cade per definizione l’etichetta “terza incomodo”.

Ecco, per questa abitudine (diciamo), non potevo farmi sfuggire la possibilità di fare un viaggio di 8 giorni in Israele con una delle coppie sopra citate. E tale coppia non poteva perdersi l’opportunità di avermi con loro in questa vacanza. Ovviamente.

E quindi… e quindi, niente, è successo che 1 coppia + me siamo partiti alla scoperta di un paese incredibilmente affascinante. ISRAELE.

“Io, Anna e Lollo”. 

No, non è il titolo di una nuova commedia con Hugh Grant (che saluto, e che mi sta sicuramente leggendo), ma è stata la risposta alle domande “chi siete che partite?”, “chi eravate in Israele?”.

Premetto: Anna e Lollo sono due dei miei migliori amici. Ci conosciamo da anni, e andare con loro in vacanza non é stato un azzardo, nè una prova, né un esperimento sociale… e tanto meno un errore.
Partire con loro è stata una figata, ed è sempre una certezza.

Anna e Lollo non danno fastidio, si adattano facilmente a nuovi ambienti e sono veramente preparati.

Partire con loro è come partire con Mr. Google Maps e Mrs. Lonely Planet. Giuro. Ve li consiglio. Sono una bomba!

Io con loro ormai ho un abbonamento speciale, senza alcuna regola di do ut des.

Certo, a volte può capitare di doverti calare nelle vesti dell’avvocato delle cause perse. Vieni messa in mezzo ad accese e sane discussioni del tipo “io te l’avevo detto che…” vs “ma se quando te lo chiesto hai detto di no…” vs “prima dici una cosa e poi ne dici un’altra…” , dove entrambi le parti (sia lui che lei, chiaramente) cercano in te sostegno, appoggio e un voto a loro favore facendoti domande retoriche che non richiedono mai una reale risposta.

Infatti il mio intervento, qui, tendenzialmente è inutile… ma la mia parola diventa importante per potergli far dire “vedi, anche l’Ale dice così….” , “ok, allora facciamo che decide l’Ale”.
Ma così, per dire.

Ora però andiamo al viaggio.

Sto scrivendo questo articolo perché Israele merita di essere vista. Merita di essere vissuta.

Sto scrivendo questo articolo per rassicurare i parenti che son tornata. Per dire a tutti quelli che mi hanno chiesto “ma è sicuro viaggiare in Israele?” che Israele è un paese normale. Non ti sparano per strada. Non lanciano bombe. Non ti rapiscono. Non ti arrestano se non ce n’è motivo. Non ti devi guardare le spalle. Non devi stare attento (certo, son cresciuta con mia nonna che mi ha sempre detto “Mi raccomando, stai attenta”… e quindi, va beh, sto attenta  a prescindere, che vada a Mantova o a Timbuktù).

Sto scrivendo questo articolo per dirvi che i paesaggi che ho visto, attraversando il paese da Sud a Nord, mi hanno incantato.

Da Eilat fino a Tel Aviv. Tra una ciotola di Humus e una dozzina di falafel. Tra una pita e uno Shakshuka. Tra un Bataklava e un’introvabile citrosodina.

Siamo atterrati nel deserto e sul confine con l’Egitto, praticamente, dove fa caldo, ma un caldo secco, che ti aiuta a dimenticare a tempo zero quel cappotto che, con ancora l’etichetta della lavanderia pinzata, avevi appena tirato fuori dall’armadio in quel di Milano. Quindi TOP.

Ad Eilat ho nuotato con i delfini. No dico…. con i D E L F I N I, gli amici di Flipper. Ma niente di forzato e ricercato come fosse in un acquario, nulla di finto. Abbiamo nuotato con una guida, grazie alla quale ammirare da vicino questo elegante mammifero nelle sua più totale naturalezza, è stato ancora più affascinante.

Mi hanno conquistato i colori del Red Canyon, le incredibili altezze e stranezze delle creazioni naturali di Timna Park, quelle sfumature bianche, rosse, rosa, arancio, che solo la luce del sole ha la capacità di farti vedere.

Mi ha rapito la vastità di Mitzpe Ramon, che si affaccia su di una grande depressione del suolo nota come Cratere di Ramon: una formazione geologica, di natura carsica, unica in Israele e in tutta la regione del Sinai, lunga 45 km e larga 8. Vedere per credere.

 

E poi come dimenticare la breve notte ad Arad? Come dimenticare le 3 ore di sonno nell’unico alloggio con stanze separate 2 + 1 ? … Ecco, ad Arad, una doccia, una sveglia alle 4.00 con partenza alle 4.10 e un biscotto con gocce di cioccolato, son bastati a portarci stanchi ma felici ai piedi di Masada. Son bastati a darci l’entusiasmo giusto per percorrere il Sentiero del Serpente e raggiungere la vetta di tale fortezza. Una camminata faticosa, ma una fatica ripagata. Arrivi su, in cima, prima dell’alba, e probabilmente sudata…e nell’ attesa del sorgere del sole, ammirando l’incredibile paesaggio che ti si presenta davanti ai tuoi occhi, rifletti e pensi a quello che là, nell’anno 76, è successo. La storia parla da sè.  E ancora oggi ci penso. Se ci andate, andateci ben informati. E con dell’acqua nello zaino. La vostra fatica avrà tutto un altro sapore.

E il bagno nel Mar Morto ?!?! il bagno nell’unico posto della terra che si trova 400m sotto il livello del mare? L’hai fatto???? Certo che l’ho fatto!… ed è qualcosa di incredibile… un mare con il 34% di salinità che ti tiene a galla così tanto da renderti difficile, se non impossibile, il volontario movimento da pancia in su a pancia in giù solo quando lo vuoi tu… non so se rendo l’idea.

Ad ogni modo, anche qua, provare per credere. Ma fate in fretta: ogni anno il livello del Dead Sea si abbassa di 1m !!!

Road to Jerusalem. Eccoci. Anche se quando arriviamo ci sfugge il fatto che qua siamo a quasi 900m, e che quindi le infradito e le canottiere le possiamo momentaneamente mettere via. Tiriamo fuori la felpa. Qua serve.

Gerusalemme ti piace da sùbito. Gerusalemme  è incredibile. Gerusalemme ti incanta prima ancora che tu l’abbia girata. Gerusalemme è la città contesa tra israeliani e palestinesi. Gerusalemme è la città vecchia e le sua mura. É’ storia. È stata guerra. Gerusalemme è armeni, musulmani, ebrei, cristiani. È religioni diverse. Gerusalemme è il  Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia, la Moschea al-Aqsa Gerusalemme è buone falafel e birra a 7 euro. È la mia pancia gonfia che per ora non vuole più vedere humus. Gerusalemme mi piace chiamarla Geru. Gerusalemme siamo io, Anna e Lollo alle 8.00 del mattino al mercato di frutta, verdura, dolci, pane e succhi di melograno di un fascino pazzesco. Gerusalemme è tutta bianca per una legge che esiste dal…dal? …oddio non mi ricordo più!  Gerusalemme è la via dolorosa. Gerusalemme è unica. Gerusalemme ti sta aspettando.

Gerusalemme è così vicina a Tel Aviv che in meno di un’ora di pullman sei di nuovo in canottiera ed infradito. Evviva!

Incredibilmente, anche Tel Aviv e i suoi tramonti sul mediterraneo, mi conquistano. Una città recente, che ha poco più di 100 anni, trafficata, un pò pacchiana, piena di sportivi, con un lungo mare invidiabile e un servizio di bike-Tel Aviv molto efficiente che ha visto più volte la nostra carta di credito.

Ma Tel Aviv ha anche Jaffa (the old city), e qua, tra il mercato delle pulci, le mura antiche, e una storia piena di miti e leggende, ti perdi affascinata nei racconti della guida del free Tour Sandeman (che consiglio a tutti).

Da Tel Aviv ho solo qualche difficoltà a partire. Uscire dal paese è dura. I controlli in aeroporto ti mettono alla prova, e i giochi senza frontiere sembrano nulla a confronto. (sui controlli potrei scrivere altrettante righe. Evito. Sappiate che potrebbero esser lunghi anche 1ora e mezza. Un esperienza da raccontare anche questa).

Detto ciò, in Israele il servizio militare è obbligatorio. Dai 18 anni. 3 anni per gli uomini, 2 per le donne. Vedere persone armate in giro per le città è cosa solita. Ma Israele è un paese normale. Che va visitato. Che ti accoglie. Non c’è la guerra. La guerra è nel mondo. Dovremmo forse non viaggiare ?

PS: grazie Anna e Lollo di vero cuore per questo regalo.

PS. 2 : Per maggiori dettagli sul viaggio, itinerario, alloggi, costi, spostamenti vari, posti in cui mangiare, ecc… contattatemi. Seriamente. Non scherzo. Che vi metterò in contatto con Anna, la mia amica, che ha il talento di saper organizzare viaggi pazzeschi since a lot of time with passion and love.


 

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