Era il 1999.

Megan Gale promuoveva la Omnitel Summer Card sulle note di Believe (Cher), Andre Agassi conquistava il Roland Garros diventando il primo tennista a vincere tutti e quattro i tornei del Grande Slam su tre superfici diverse, e in televisione si iniziava a parlare di un certo BOLT.

Sí, il Bolt di cui si iniziava tanto a parlare era il “Bolt Due in Uno è conveniente, risparmi e hai l’ammorbidente”. Sì, quello con cui i marinai lavavano gli asciugamani.

Quello che ha sfidato Dixan. Quello che ha conquistato le casalinghe. Quello che, dopo “Fruittella, questa è la magia più bella”, è stato uno degli spot che ho più amato in quegli anni. Già, proprio lui.

Solo 10 anni dopo, di Bolt, ne nasceva un altro. Era il 2009 e, ormai in grande ascesa nel mondo della velocità su pista, mentre io firmavo un 22/30 all’esame di Diritto Privato e finalmente mi decidevo a fare i buchi alle orecchie, il giamaicano dai denti bianchissimi e il sorriso disegnato in volto, firmava in quel di Berlino il suo Bolt Due in Uno, proclamandosi primatista mondiale sulle distanze dei 100m (9″58) e 200m (19″19).

Non male per un 23enne. Non male per uno alto 1,95m. Non male per uno che per anni è stato il detersivo conveniente che in più aveva l’ammorbidente.
Il suo nome è Usain, ma mia nonna lo chiama “Bbbbolti”.

La sua velocità massima mai raggiunta è stata 45km/h, ed è l’unico atleta ad aver vinto la medaglia d’oro nei 100m e 200m in tre Olimpiadi consecutive. Cioè, tre Olimpiadi. Dico…tre.
Nel 2008 a Pechino, mentre io mi diplomavo. Nel 2012 a Londra, quando per la prima volta nella storia ricevevo un invito a cena come appuntamento. Nel 2016 a Rio, mentre firmavo un contratto a tempo indeterminato.

A Londra, lui, dice di aver perso l’Oro, e di essere deluso per questo. Io, dico che a Londra ha conquistato un Bronzo d’oro, dietro ad un Gatlin in cerca di rivincite personali, e un giovane Coleman che, se sapesse che esisto, non esiterebbe un secondo a chiedermi il numero di telefono.

Di lui si è parlato tanto, e tanto si parlerà ancora. Un atleta amato da chiunque. Dal pubblico, dagli avversari, dai miei parenti, dai tuoi. Da tutti.
Perché nella vita ci si sveglia o smaglianti o annoiati… e lui è un odi quello che ha scelto di svegliarsi smagliante, sempre.
Adesso che il re dei 100m ha deciso di ritirarsi, dopo aver regalato sogni e speranze alla Giamaica e agli amanti di un elegante sport come l’atletica, tutti si chiedono “cosa farà Bolt? Come sarà la nuova vita di Usain?”.

Alcuni lo vedono in politica. Altri nel calcio. Altri ancora gli hanno consigliato di buttarsi nel campo della moda e della musica.

Io non so cosa farà. Ma quello che so, è che se un giorno dovessi mai incontrarlo al supermercato, nel corridoio “CEREALI – BISCOTTI – FARINE”, sicuramente approfitterò di lui e gli chiederò “ehi Usain, già sei qua, che mi prendi quel pacco di Gocciole là in alto?”.


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