Ciao Davide, chi ti scrive è Alessia.
Come dici..? Alessia chi ??? … sono Alessia De Gilio. “De” staccato “Gilio”, senza la “G” in mezzo però. Si beh, ora che al mio nome ho aggiunto il cognome, probabilmente la mia identità continua a non dirti nulla. Ma tranquillo, è normale. Non scusarti, non ce n’è bisogno, veramente. Non sono nessuno. È giusto che tu non sappia chi sia. Io di te, invece, so molto… o perlomeno so quello che ho visto di te in questi anni e, ovviamente, quello che di te dice Wikipedia. E allora ti scrivo perché voglio raccontarti di me.

Sai, per alcuni sono La Degi, in famiglia Ale o Lèlè, per altri amici sono Allexio, e per molti lettori sono TerzSuTre. Nel mio cuore, a fianco a melanzane, pan grattato e il festival di Sanremo (non giudicarmi, ti prego), c’è lo sport. Ma lo sport a 360gradi eh.
Lo sport tutto tutto intendo. Sono appassionata della vita, dello sport e degli atleti. Sì, anche degli atleti…ma non gli atleti atleti…ma degli ATLETI. E lo sono così tanto, appassionata degli atleti intendo, che talvolta li tampino per intervistarli… e talvolta mi piace scrivergli delle lettere… delle lettere a cui però nessuno ha mai risposto. Come? Perché gli scrivo?
Beh, perché mi appassionano le loro vite… perché credo che gli ATLETI siano uno dei più grandi esempi, visibili a tutti, dell’ambizione che mira all’eccellenza, dei sogni che diventano realtà…e il tutto passando per fatica, sacrifici, impegno, rispetto e pazienza, tanta pazienza. La pazienza di saper aspettare. Perché  come tu sai, anche per i sogni ci vuole tempo. E senza la pazienza, non saremmo più dei grandi sognatori, ma solo grandi rinunciatari di sogni.
Così oggi scrivo anche a te. Che sei un ATLETA.

Ieri mattina mi son svegliata ed ero contenta, come spesso mi succede. Ma ero contenta perché fortunatamente avevo digerito. La sera prima sono andata a letto con un cinghiale sullo stomaco… e alla fine, senza nemmeno l’ausilio della Citrosodina, e della sua cugina detta Brioschi… dopo una notte intera, ho digerito. Quindi non avevo scuse: mi sono vestita e sono andata a correre. E a stomaco vuoto e con una fascia enorme abbastanza da coprire le mie grandi orecchie dumbo, ho portato a termine quell’allenamento che, per ghiaccio e neve, era da tre giorni che rimandavo. E durante la corsa ho pensato. A voglia se ho pensato! Quando corro è il mio momento, ed é il momento in cui faccio riflessioni pazzesche sulla vita… del tipo perché siamo qua? Qual è la nostra missione?... di quelle riflessioni che fai con le tue amiche, una sera d’estate, durante la vostra settimana di vacanza, con una fresca birra in mano, mentre guardate il cielo stellato, sdraiate o appoggiate su un muretto, di un qualche faro, di una delle tante isole spagnole… E quando finisce la corsa, tendenzialmente anche queste riflessioni pazzesche terminano. Ma oggi no. Perché una volta rientrata, e ricaricato il telefono, nello scorrere passivamente col dito la home di Facebook, ho letto “Fiorentina, è morto nella notte Davide Astori: il cordoglio del mondo del calcio”. L’ho letto. E riletto. E ho riletto ancora.
Era vero. Più scorrevo sui social, e più tutti davano la stessa notizia. Quella del tuo saluto a noi… Ed io che prima di uscire ero rimasta alle notizie “le Spice Girls canteranno al matrimonio di Meghan e Harry”, “predominerà il total black sul red carpet della notte degli Oscar? O vedremo abiti più audaci di quello di Cher nel 1996?”, “quanti italiani si son già presentati alle urne per le votazioni?”… e adesso ci sei anche tu… non volevi proprio giocarla quella partita contro l’Udinese?… hai invaso tutti i canali televisivi, tutti i programmi tv, tutti i telegiornali. E non è da tutti, lo sai!?
Hanno sospeso il campionato di A e B, e nello sport, da Buffon a Fognini, tutti ti stanno salutando e ringraziando. Anche ora, che sto guardando sul canale 8 la diretta degli Oscar, ti stanno ricordando. Dovunque. Chiunque. E voglio che tu lo sappia… che in questo momento, mentre l’Italia è divisa tra chi guarda la maratona di Mentana, e tra chi attende di sapere se la statuetta Holliwoodiana per il miglior film andrà alla pellicola italiana Chiamami col tuo nome, tra chi come mio padre dorme ormai da almeno due ore, e tra chi non sta facendo nessuna di queste cose perché sta lavorando… in molti ti stanno pensando, ed io ti sto scrivendo questa lettera perché tu sei un ATLETA, proprio come lo intendo io. E lo so, anche questa volta non riceverò alcuna risposta. So già che non mi risponderai nemmeno tu. Ma non importa. Perché questa vuole essere una lettera di sola andata, per te, la tua compagna e tua figlia. Una lettera di sola andata per dirti GRAZIE per l’esempio che sei e che sei stato non solo nel calcio, ma nello sport tutto. Perché tu sei un ATLETA.

“Non buttiamo la nostra vita, e non rimandiamola al domani…perché la vita è oggi.” Ciao Davide.

Ps: poi per quanto riguarda le elezioni e gli Oscar, beh… vedremo domani mattina. Anche se son certa che pure domani, e dopodomani e il giorno dopo ancora… si continuerà a parlare  di te.

 


 

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