Dietro ogni buona parmigiana, c’è sempre una doppia frittura. Dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna. Dietro ogni atleta con la A maiuscola, c’è sempre un grande allenatore.

…ma chi c’è dietro ogni grande allenatore?…

…“Dietro ogni grande allenatore,
c’è sempre un buon cronometro”…

Mi risponde così Maurizio Brassini quando glielo chiedo.

Sì, perché poco più di una settimana fa, l’ho contattato.
Gli ho scritto. Mi ha risposto.
L’ho chiamato. Mi ha risposto.

Pazzesco… non ho mai ottenuto così rapidamente il numero di telefono di un uomo.

..beh, la verità è che Maurizio Brassini, detto il Brass, è una persona molto disponibile… così disponibile che anche se a scrivergli “ciao Brass, se ti va, mi piacerebbe intervistarti…” è la sottoscritta TerzaSuTre, lui, senza alcun problema, risponde “Va bene. Ci mettiamo d’accordo domani allora… ma scrivimi tu, che io mi dimentico… sono anziano”.

Ma il Brass tanto anziano non lo è mica eh. Perché il giorno dopo mi scrive, prima ancora che me ne ricordi io.

Rimandiamo l’orario della telefonata un paio di volte per una “bega” che ha da risolvere in negozio… ma appena ci sentiamo, mi dedica tutto il tempo che speravo.

“Ciao Maurizio, sono Alessia… ti ringrazio in anticipo per il tempo e ti chiedo scusa perché non si sa mai. Sappi che sarà più una chiacchierata che un’intervista vera e propria. E quello che vorrei fare è raccontare di te, Maurizio Brassini.”

“Figurati… chiedimi pure.”

Maurizio Brassini è l’allenatore della nostra Sara Dossena. E quando dico nostra, è perché ormai, in questo 2017 che fra pochi giorni ci saluterà, Sara è stata l’atleta che più di chiunque altro ha conquistato l’affetto e il tifo di molti sportivi e non. E se ci siamo appassionati a lei e ai suoi incredibili risultati, se siamo ogni giorno curiosi di sapere il perché di alcune sue andature e di alcuni suoi allenamenti specifici, beh… sicuramente la prima persona da ringraziare è proprio il Brass. Forse senza di lui, oggi, non avremmo questa Sara Dossena.

O forse si… beh… non lo so. Quello che so, è che oggi il merito voglio darlo a lui.

Sara e il Brass si conoscono quasi per caso, ma naturalmente, a fare da sfondo, in questa conoscenza, c’è sempre lo sport. In particolar modo il triathlon.

“Galeotta fu la foto di un manubrio di una bici da triathlon montato male”, potremmo dire. Perché è proprio grazie ad alcuni consigli che Sara gli chiede a riguardo, che inizia la loro conoscenza.

All’inizio, con la corsa momentaneamente ai box, Sara si butta nel triathlon quasi per gioco.

Ma della forza incredibile che lei ha, e che ha tutt’ora, il Brass, se ne accorge subito. La Dossena, però, in quel momento della sua vita, è una Ferrari costretta a girare con il limite di velocità fisso a 50km/h. E così Maurizio, non fa altro che adoperarsi affinchè questa Ferrari possa viaggiare a velocità elevate, nell’autodromo giusto, e con il team di meccanici adeguato alle spalle. Perchè questa Ferrari vale tanto, tantissimo. Ma da sola, non può farcela.

Quello che il Brass cerca di fare è quindi creare a Sara le condizioni ottimali per fare il grande passo da sportiva ad atleta vera e propria. E Sara, a questo punto, deve fare solo due cose:  affidarsi completamente a lui, e lasciare casa per potersi allenare al 100% con l’attenzione che merita.

Tutto quello che il Brass può fare per lei, lo fa.

Perchè? Perchè sa al mille e per mille che, comunque vada, ne sarà comunque valsa la pena.

Signore, chi non vorrebbe un Brass tutto per sè alzi la mano.

Una coppia anomala.

Si definiscono così loro stessi. Ed è vero. Perchè quello che intuisco e percepisco da questa chiacchierata, e da un pranzo con i due davanti a pizza, filetto e ravioli fatti a mano, è che il Brass e Sara sono un binomio più unico che raro, dove l’amicizia e la fiducia reciproca che li lega, sono quel denominatore comune che li fa stare, sempre, in perfetto equilibrio.

“È facile allenare Sara?”

“Allenarla è sempre più facile. Lei ha una personalità nella corsa che in poche hanno. Viviamo in simbiosi praticamente, ed io sono presente ad ogni suo allenamento… Non ti dico con il freddo di questi giorni seguirla in bici che bello… (mi dice scherzando).”

E lo capisco. Cioè, non che io segua qualcuno in bici, però voglio dire… fa freddo in questi giorni eh.

Ora dobbiamo momentaneamente interrompere. Mi dice che ha alcuni clienti i negozio, e deve per forza andare. Lo richiamerò io poco dopo.

Nel frattempo ne approfitto per fare una pausa. Mi alzo, bevo un sorso d’acqua, pratico un pò di sano stretching davanti al frigorifero e, piano piano, faccio riprendere vita al mio orecchio destro. Già, povero orecchio. Mi accorgo solo ora di aver premuto con forza crescente e insistente, e per oltre 50 minuti, il telefono sull’orecchio destro. Povero.

Ma per vostra info, ora il mio orecchio sta bene. È con me e ci sente benissimo.

“CI SONO”, mi scrive Brassini.

“ORA NON POSSO”, dico invece io a mio padre quando mi chiede “vai tu a buttare la pattumiera?”

Lo richiamo, e continuo la telefonata con Maurizio.

…che poi, quando scrivo e dico Maurizio, a me viene in mente Maurizio Costanzo.

É che Maurizio, Maurizio Brassini intendo, ormai anche per me è IL BRASS… ma va beh.

“Brass, domanda: quanto sei d’accordo con l’affermazione “lo sport è educativo” ? E quanto con l’affermazione “la vera pizza è quella napoletana mangiata a Napoli?”

“Per quanto riguarda “lo sport è educativo”… beh, sono molto d’accordo. E sono d’accordo perché io amo lo sport. I valori fondamentali della vita me li ha insegnati lo sport. Onestà, pulizia, rispetto dell’avversario, buon senso… sono tutte cose presenti ogni giorno nella mia vita, e presenti in tutti quei rapporti che io ritengo fondamentali. Questo mondo ti dà tanto. Mi dà tanto. Ti ripaga sempre di tutto ciò che fai. Ci credo tanto nello sport.”

Per quanto riguarda la pizza?… beh, qua l’argomento si fa serio, e il tema diventa più delicato della pelle di un albino al sole di un mezzogiorno di fuoco.

Il tono della sua voce, qui, cambia improvvisamente e, amareggiato come mio padre quando vide del Franciacorta sfumar via con del petto di pollo in padella, il Brass mi racconta di quella volta, a Idro, in cui mangiò una pessima pizza. Perchè cari lettori, al Brass, toccategli tutto, ma non la pizza.

Il Brass non invidia nessuno. Nessun risultato di qualcun altro. E con Sara, oggi, si sente sempre e comunque un vincitore. Dopo New York è cambiato tutto, e quello che lei ha fatto, ci tiene a sottolineare che l’ha fatto lei, con le sue gambe.

“Dove può arrivare Sara?”

“Sara continua a dare ogni giorno il 100%… non so dove può arrivare… quello che so è che sicuramente può dare ancora tanto…. pensa che non ha mai fatto allenamenti in altura, e come sai, è l’unica maratoneta che non corre 180km a settimana.”

Parla tanto il Brass, mi piace, e minuto dopo minuto mi piace sempre di più. Non parla tanto per parlare, e non spreca fiato inutilmente. Da quello che mi dice e da come me lo dice, capisco che a Sara, lui, ci tiene veramente tanto. Tiene tanto a lei, e alla sua salute di atleta ma soprattutto di donna. Perchè si sa, lo sport ad alti livelli non sempre va d’accordo con la salute. E questo è un aspetto che il Brass non vuole di certo trascurare.

Lui fa con lei , quello che un restauratore amante dell’arte fa con un opera del Michelangelo: non la tiene semplicemente in vita, ma la preserva con amore e passione.

Ma chi è il capro espiatorio di Sara quando “lo sclero di Sara” va in scena? Il Brass.

Chi è che aiuta Sara quando lei ha un problema? Il Brass.

A chi si appella Sara quando non le riesce una cosa? Il Brass.

Chi è che fa foto di Sara in azione? Il Brass.

E chi è che dice “Bon bon, basta!” quando le foto non vanno bene? Sara.

Allenatore, Manager, Fotografo ma soprattutto Amico. Ecco chi è oggi il Brass per Sara.

“Il 06 Gennaio 2018 ci sarà il Campaccio, e Sara è tra le atlete d’elitè favorite. Ma onestamente parlando, Brass… per  te è più importante “ :

–          La vittoria del Campaccio

–          O del Carpaccio per la vittoria

“Senza dubbio del buon Carpaccio per la vittoria!… ma Alessia, lo sai che hai al telefono il vincitore assoluto della gara Master del Campaccio 2013?”

“No, non lo sapevo…wow! complimenti!”

…perchè Maurizio Brassini detto il Brass, oltre ad essere l’allenatore di Sara Dossena, è anche un grande grande grande atleta.

GRAZIE MILLE MAURIZIO PER LA PIACEVOLE CHIACCHIERATA!

…e se ti sale un languorino quando ti trovi in quel di Milano, vai da Pizz’… vicino al centro… perchè lì, la pizza, non la sbagliano mai!

 


 

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