TerzaSuTre: Io, Fenice.

Sara Dossena ha scritto un libro. Lo ha scritto con il cuore, con la testa, con la bellissima penna di Francesca Grana, una “mezzofondista della tastiera”, direbbe lei stessa, e con il supporto e la collaborazione di Maurizio Brassini detto “Il Brass”.

Io questo libro l’ho letto. E poi l’ho riletto. E riletto ancora. L’ho letto in anteprima, e l’ho letto anche dopo, quando “Io, Fenice” aveva finalmente preso forma in un libro vero e proprio. Pagine che profumano di carta, una copertina opaca che parla da sé, e un titolo che in sole due parole racconta di una persona vera, con un nome, un cognome, e una storia da raccontare. Il libro esiste, ed io ne sono felice.

Leggetelo. Vi sembrerà di specchiarvi. Leggetelo. Vi sembrerà di ritrovarvi. Leggetelo. Vi sembrerà di rivedervi. Vi sembrerà di…beh, poi mi direte voi. E poi… e poi… e poi c’è che vorrei dirvi una cosa di cui sono fiera e felice. Una cosa che mi rende orgogliosa… è una piccola cosa eh… ma per me è enormemente stupenda. Vorrei gridarlo a tutti, se potessi. Vorrei annunciarlo ai Tg, scriverlo sui quotidiani… parlarne in radio come notizia del giorno.

Eh che ho avuto la possibilità di scrivere tre pagine dedicate a Sara su questo suo libro… certo, solo qualche riga… voglio dire, il mio contributo a questo romanzo è stato forse pari allo 0,0001%, e il mio nome scritto a pagina 169, per molti non significa nulla… ma per me e mia nonna significa tutto.

Non avrei mai pensato di poter avere questa fortuna, un giorno… la fortuna di firmare nero su bianco, su un libro vero e proprio, qualche mio pensiero dedicato ad un atleta che stimo e ammiro come atleta e persona. Eppure, alla fine, tutto questo è successo.

…Credetemi, avrei puntato più su un mio possibile matrimonio all’età di 28 anni che a Sara Dossena che mi chiede di scrivere qualcosa per lei. E invece, amici….siamo ad aprile 2018, la Roma è in semifinale di Champions League, io sono single, e questo libro, con un’Appendice intitolata “Alessia De Gilio”, esiste per davvero. Incredibile come gira il mondo.

Ho avuto la fortuna di conoscerla, Sara intendo… di conoscerla meglio.

L’ho conosciuta nel triathlon, e ai miei occhi, abituati ad un contro vento di poco sotto i 5’00”/km, Sara era quella che….”ma quella vola, non corre!”.

Oggi, dopo qualche pizza insieme, e una buona dose di chiacchierate che vanno aldilà dell’atletica, quando mi chiedono “ma la Dossena com’è?”, io rispondo “è una di noi… la Dossena a tavola mangia più patate al forno di me!”.


 

 

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