TerzaSuTre

“Perché nella vita ci vuole T.R.I.P.P.A.”

 
Fra i diversi talenti che non ho, quello che più mi manca é il dono della sintesi.
Potrei raccontarvi in sole 3 parole questo mio IronMan 70.3 in quel di Rapperswill-Jona. Potrei descrivervelo con un semplice “Tutto Può Succedere”. Che sarebbe vero, ma non basterebbe. Avrei bisogno di infinito inchiostro e altrettanta carta per descrivervi quello che realmente ho provato, sentito, e ascoltato in questi mesi. Quello che ho capito. Realizzato. Quello che ho mangiato (ma qui dovrei aprire un ricettario a parte) per arrivare fino qui.

Proverò allora a descrivervi tutto ciò in soli 1.632 caratteri (esclusi gli spazi e la punteggiatura. E a partire da adesso, naturalmente).

Il Signore ha impiegato 6 giorni a creare il mondo, Carlo Conti 7 mesi ad organizzare il Festival di Sanremo, mia madre 2 giorni per fare una pasta e ceci da Oscar (metti in ammmollo i ceci la sera prima), e un uovo 10′ in acqua bollente per diventare sodo (beato lui). 

Perché ogni cosa bella, ogni traguardo importante, ogni risultato soddisfacente, richiede “T.R.I.P.P.A.”: Tempo. Resilienza. Impegno. Passione. Pazienza. Audacia.

E in questi ultimi 5 mesi è stato così. E non l’ho fatto per riuscire a nuotare 1,9km in meno di un’ora, a pedalere per 90km in meno di 3ore e 30, e a correre 21km in 2 ore. No.
L’ho fatto per vedere gli occhi della mia famiglia fieri di me. L’ho fatto per vedere i sorrisi dei miei amici, che mi hanno dato fiducia in questa avventura, pieni di orgoglio e stupore per un traguardo che non credevano di poter mai raggiungere. L’ho fatto per perdere una taglia di pantaloni e indossare la 42! L’ho fatto per poterlo raccontare a tutti voi. L’ho fatto perché dicono che a fare triathlon si cucca. L’ho fatto perché amo tutto questo. E per ricordarvi che nulla accade per caso, perché nella vita, in tutto, ci vuole T.R.I.P.P.A.
Con questo…
…ringrazio i miei compagni di avventura Will, Nic, Lollo, Mitta, anna, Ari, Sere, Giulia, Elisa, Alessia, Fra, Betty, Gió , Max, Nico e Ludo, che si sono fidati, si sono buttati e mi hanno emozionato.
…grazie alla mia squadra ProPatria, sempre sul pezzo e sempre presente; in particolar modo grazie ad Elisa, più amica che compagna di squadra, che si occupa di me e si preoccupa per me, e che ha creduto in me più di me. (Troppi me, ma va beh.).
…e poi grazie al prezioso Luca, amico ciclista che mi ha insegnato tanto in sella.
…e ancora grazie alla mia insegnante di Cycling che dal 9 Gennaio mi ha fatto capire che in fondo i femorali non fanno solo da arredamento alla coscia, ma se ben utilizzati possono aiutarti in bici.
…E a prescindere, grazie Nonna, che sono sicura che ogni giorno preghi per me e tutti i nipoti.
#valorizzalatuaaudacia

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