Se vi dicessi che sono nata per lo Sci Alpinismo, non solo vi direi una bugia, ma la mia amica Anna esclamerebbe accigliata “sei l’anti-sci alpinismo”. Ma Anna è la mia migliore amica, e dopo aver imparato a camminare ha imparato a sciare…e quando mi vede sugli sci, sorride a prescindere.

Se però vi dicessi che lo sci alpinismo è nato per tutti…beh, credetemi. Perché così è.

Cosa succede quando una ragazza cresciuta con negli occhi lo stretto di Messina e nel sangue la sagra del pesce stocco, indossa un paio di sci di alpinismo, piumino Montura, occhiali Rh+, e armata di pelli di foca e tanta buona volontà, raggiunge da sopra Champoluc il Colle Bettaforca (2.712m)?

Scritta così, verrebbe da dire “un disastro!”…e invece…

Un giorno mi chiamò Ivana, che nelle vesti degli amici di Soul Running, mi chiese “Ciao Ale, hai mai fatto Sci Alpinismo? Sai, insieme a “Women Loves Sport” stiamo organizzando una giornata all’insegna dello sport tutto al femminile per promuovere l’attività di SkiMo sul Monterosa Ski, il primo comprensorio di sci alpinismo in Italia. E il tutto in collaborazione con il brand Montura! Ti va di unirti a noi?”.

Voglio dire, chi sono io per dire “No, grazie”?!

…e così, con la stessa sicurezza con cui solitamente rispondo “” alla domanda dei miei spasimanti “ma se imparo a friggere, ti fidanzi con me?”, anche ad Ivana ho detto “Sì, certo! Non vedo l’ora!”.

Era il 22 dicembre, e nello stesso giorno in cui Piero Angela compiva 90 anni, le mie zie ordinavano il pesce per la vigilia di Natale all’esselunga, e il sole entrava nel segno astrologico del Capricorno, io mi avvicinavo con grande entusiasmo allo sci alpinismo.

Si parte!!

Volete che sia onesta??

Iniziamo la risalita, e dopo aver preso un po’ di pratica col gesto atletico che lo sci da sci alpinismo richiede, volto uno sguardo a ciò che ho lasciato alle spalle…e oltre a non vedere nessuno (perché tutti davanti), mi incanto a guardare un paesaggio innevato che mi toglie il fiato. Mi toglie il fiato veramente. Mi incanto. Lo guardo. Onestamente, quasi mi commuovo, e a tempo zero mi rendo conto della fortuna che ho nel poter essere lì in quel momento. In quel momento così unico. Così irripetibile. Credetemi, sono felice. Più felice.

Arrivo su in cima per ultima, lo ammetto. Ma quando arrivo su è una figata pazzesca.

E qui confesso: senza la guida del 10 volte campione del mondo del chilometro lanciato Simone Origone, forse sarei ancora in bassa valle a cercare di capire come attaccare lo scarpone allo sci. E senza la lezione di Marco Di Bella (il nostro “Montura Man”) sulla virata con gli sci, in questo momento sarei impiantata e immersa nella neve, e con gli occhi al cielo, starei recitando qualche preghiera. Santo uomo, anche lui, per la pazienza.

Ma se lo sci alpinismo prevede una risalita (che è la parte che preferisco), questo significa che prevede anche una discesa. E quindi ecco che con una velocità paragonabile alla deambulazione di un anziano con il femore rotto e una agilità e leggerezza stile Robocop misto T-Rex , tolgo le pelli, aggancio lo scarpone portandolo dalla modalità “walk” a “Ski”, e riscendo seguendo gli sci del “Santo subito” Simone, in direzione “Rifugio Campo Base” per un pranzo eccezionale!!! (uno di quei posti che …”lo devi provare!”).

E sapete qual è stato il bello di questa giornata ???…beh, è che fin qui eravamo solo a metà giornata!

Così, dopo un pranzo memorabile, e una mattinata sugli sci da incorniciare, nel pomeriggio abbiamo anche la fortuna di fare merenda nel fantastico hotel a 5 stelle “CampZero”, nonché il binomio perfetto del “massimo del lusso + massimo dello sport outdoor” (provare per credere).

E poco dopo, giusto per chiudere la giornata ancora più in bellezza…come non poter ricordare la lunga sosta rigenerante alla Monterosa SPA???

Volete un sano e vero consiglio? Fate la fotocopia di questa mia giornata, e replicatela quando avrete voglia di uscire dall’ordinario, provare una fatica diversa, e ammirare un posto da sogno.

Forse…e dico forse…io sto allo skialp, come mia nonna sta ai canederli trentini. Eppure, nonostante tutto, lo skialp mi ha accolta a braccia aperte, senza mai respingermi. E il bello di questa giornata è stato proprio questo: la possibilità, per un neofita di questo sport e amante della montagna, avere la possibilità di provare uno dei quattro percorsi dedicati alla risalita  che il primo comprensorio di sci alpinismo in Italia, il Monterosa Ski, propone.

“Da zero a 100!”, direbbe Baby-K. Da zero a “Signore mio quanto è bello questo sport”, direi adesso io.

Monterosa Ski, in collaborazione con il brand Montura ha realizzato quattro percorsi, diventando il primo comprensorio di sci alpinismo in Italia.

Quattro corsie di risalita dedicate ai neofiti di questo sport, e agli amanti della montagna e delle attività outdoor, privo delle nozioni necessarie solitamente ad affrontare tracciati impegnativi fuoripista.

 


 

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