C’è un gusto di gelato, di una gelateria che amo, che si chiama “Quando ero piccolo…”. L’unico problema di questo gusto è che è troppo buono…e sai com’è…una coppetta di gelato oggi, una coppetta di gelato domani…ed è un attimo che pure tua nonna smetterà di dirti “gioia mia, come sei magra …”. Il punto è che questo gusto di gelato, quando lo mangio, in un attimo mi riporta veramente a quando ero piccola.
Una coppetta da due… solo quando ero piccolo, grazie”… il tempo di pagare, chiudo gli occhi e in pochi istanti è proprio come quando ero piccola…ed è fantastico. Fiordilatte, amarena, una spolverata di granella di nocciole e pezzi (ma pezzi di quello che fai crunch proprio…) di cioccolato fondente. Che poi …metti insieme amarena e granella di nocciole…ed è subito vintage anni ’90, misto Non è la Rai e bimbumbam. Ad ogni modo, che sia merito o no di questo binomio perfetto, anche adesso che ne sto solo scrivendo qualche riga, di questo gusto di gelato mi è proprio venuta voglia (confesso: sono le 7.05 di mattina mentre sto scrivendo. Non giudicatemi, vi prego).
Mi viene voglia di uscire, vestirmi…anzi forse meglio vestirmi e poi uscire…e andare in gelateria… Perché quando ero piccola era fantastico.

Quando ero piccola la domenica andavamo da mia nonna a pranzo, entravo a stomaco vuoto e uscivo con un sorriso da “che buone le polpette”, il profumo di alloro tra i capelli, in una tasca mille lire, e nell’altra un pugno di dietorelle alla fragola. Quando ero piccola guardavo giochi senza frontiere sognando il giorno in cui anche la squadra bianca, quella dell’Italia, avrebbe vinto almeno una volta il titolo. Quando ero piccola con poche lire mi prendevo un Croccante dell’algida al bar dell’oratorio, e con le monete rimaste…“quante ne posso prendere di Goleador alla frutta ?”. Quando ero piccola imitavo Gatto Silvestro con una interpretazione fatta da sdraiata a pancia insù, facevo scherzi telefonici a mia zia Vanda, e sapevo doppiare perfettamente Kevin Costner in “cammina con me in una Valleverde”. Imitando anche la camminata con il gesto delle dita, naturalmente. Quando ero piccola non avevo paura di nulla, andavo in giro a cercare il pericolo, ed ero felice di poter raccontare il perché di quella o quell’altra cicatrice che mi ero appena fatta. Quando ero piccola, ormai lo sapete…sognavo di diventare presentatrice di grandi eventi, sentivo Valeria Mazza ridere alla 46a edizione del Festival di Sanremo e mi chiedevo se fosse legale, quella risata. Guardavo anche Scommettiamo Che… e guardandolo pensavo a quale potesse essere quella cosa che io sapevo fare e qualcun altro no.
Quando ero piccola ero fidanzata, facevo colpo sui maschi grazie alle mie abilità nel gioco del calcio, ed ero certa (ma proprio certa) che mi sarei sposata all’età di 28 anni. Quando ero piccola credevo di poter partecipare alle olimpiadi, un giorno. Ci credevo veramente. Guardavo Sidney2000, e ci credevo tanto. Partecipavo a tutte le gare di atletica di velocità e campestre della scuola, quando ero piccola. Ed ero inspiegabilmente più brava nella velocità…anche se a dir la verità ero forte in entrambi. (Mi sto dando pacche sulle spalle, mentre con nostalgia ricordo quei giorni in cui arrivavo Terza, ma non su tre). Correvo e correvo e correvo…volevo sempre correre…ed ero felice. Non vedevo l’ora di correre.

L’ansia del pre gara, la zolletta di zucchero necessaria per i 500m di campestre che dovevo affrontare, mentre aspettavo seduta, sugli spalti dell’Arena civica, il turno della mia batteria. La competizione e la voglia di arrivare davanti a tutti le altre bambine. L’attesa dello sparo di inizio gara. La gioia di essere arrivata a podio, e il bello di ritrovare oggi, in una scatola in fondo all’armadio, il pettorale di quella gara.
Molte cose da quando ero piccola ad oggi sono cambiate. Soprattutto il fatto che la velocità non faccia più parte si me, e mi abbia a non so che età abbandonata. Ma altre, invece no. Perché ieri come oggi, non solo so ancora imitare gatto silvestro e doppiare magistralmente Kevin Costner, ma mentre continuo a sognare le Olimpiadi e il palco di eventi glamour, ogni volta che indosso il pettorale di una gara… io sono felice.

Per tutto il resto…beh, a volte ancora mi succede…mi succede che ho proprio voglia di tornare a quando ero piccola… e se per farlo devo mangiare un gelato… voglio dire…chi sono io per dire che è sbagliato!?!?

Voglio tornare a gareggiare. Presto.

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