Firenze Marathon Expo sabato 28 dicembre ore 16.00

L’Asics Lounge è colmo di atleti in fermento per la gara che si avvicina e per l’imminente presentazione dei pacer che saranno la loro guida per 42,195 km.
Tutti guardano il palco nell’attesa di vedere i volti e memorizzare il colore dei palloncini di coloro a cui si affideranno.

A sinistra del palco c’è una stanza. La parete di vetro consente di vedere all’interno.
Lo staff di Enervit è impegnato in una presentazione: Enervit Science in Nutrition.
Entriamo ed ascoltiamo i suggerimenti di Elena Casiraghi dell’Equipe Enervit ed esperta in nutrizione nonchè responsabile dell’Enervit Nutrition Center for Sport&Wellness a Milano.
L’argomento è quello dell’alimentazione pre, durante e post maratona; piccole accortezze che – l’ho provato di persona – consentono di arrivare più carichi alla gara, soffrire meno le crisi durante il percorso e avere le gambe un po’ meno di legno i giorni successivi.

Ci spiega l’importanza di iniziare ad integrare a partire da una settimana prima della gara (maratona o mezza maratona), suggerendoci ad esempio l’assunzione dell’Enervit Carbo Flow tutte le mattine.
L’integrazione durante la gara è più soggettiva ma è comunque determinante: bisogna prevenire la stanchezza che prima o poi arriverà bevendo molto, assumendo sali, carboidrati e zuccheri etc…

Finalmente la gara è finita! C’è chi ha fame, c’è chi ha lo stomaco sottosopra, chi non vede l’ora di togliersi qualche sfizio culinario date le calorie bruciate.
Il post gara è un momento determinante per i giorni successivi – ci spiega Elena; è stato dimostrato che reintegrare entro 30 minuti dalla fine della performance consente al nostro corpo e soprattutto ai nostri muscoli di velocizzare il recupero.

Beviamoci subito un Enervit R1 o R2 Sport per non sentirsi come Pinocchio il giorno dopo e riuscire a scendere le scale in un tempo ragionevole e con un andatura poco goffa!

Ma sarà vero? Ecco che a fine presentazione entra Stefano Baldini, l’idolo di tanti corridori e non, che conferma quanto suggerito da Elena.
E se lo fa Stefano Baldini… facciamolo anche noi!
Chissà che non vinciamo un’olimpiade.

 


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