IL RUNNING E’ UNO SPORT (anche) PER GAY!

E c’è bisogno di dirlo!?!?

Nonostante siamo nel 2016 c’e’ ancora qualcuno che si “stranisce” davanti a questa affermazione. In quasi tutte le grandi città europee e mondiali c’e’ un Gay Running Club, ma in Italia facciamo fatica solo a pensarlo, quindi ci pensa Run4Food. Abbiamo chiesto ad un amico, grande runner e splendidamente gay di raccontarci come la vive… e la vive bene! 🙂

Avete mai pensato al Running come ad uno sport per gay? No??!! Infatti non lo è, nel senso che il mio gaydar non segnala particolari picchi di omosessualità durante le gare del weekend o le corsette settimanali al parco….. ed è un peccato, perché non sanno cosa si perdono!

Devo dire che personalmente mi sono avvicinato al mondo del Running per rinnovare il mio giro di conoscenze al di fuori dei confini angusti della palestra e per vivere in modo inconsueto la mia città. Tra l’altro, non ho mai pensato che, approcciandomi a un qualunque sport, la mia sessualità potesse fare la differenza o essere di un qualche impedimento.

Anzi: la sequenza ammiccante del finale del film “L’ultimo bacio” (in cui la protagonista Giovanna Mezzogiorno, diventata fanatica del jogging a Villa Borghese, incrocia e si fa maliziosamente inseguire da un atletico corridore) era un ottimo, ideale, incentivo…. Ma si sa che certe cose succedono solo al cinema.

È  innegabile però che spesso durante gli allenamenti cittadini al parco Sempione o lungo il Naviglio, in settimana e nel weekend, ci si imbatta in corridori non affatto male, guizzanti in tenute pro d’inverno come in canotte tecniche d’estate, che fanno dimenticare all’istante la fatica della giornata o la levataccia mattutina.

Per non parlare delle gare con centinaia di atleti dove il livello di testosterone, complice l’adrenalina della competizione, raggiunge l’apice. Fortunatamente, infatti, il Running è uno sport individuale e quindi non è necessario sottostare alle regole di una squadra; di conseguenza, non è possibile esserne esclusi o discriminati per qualsiasi motivo.

Mi è capitato che qualche atleta “interessante”, addocchiato prima della partenza, sia stato poi sfruttato come motivazione per un tratto di gara e poi superato non appena si presenta qualcuno ancor più interessante, in una successione di flirts via via più incalzante quanto più la competizione si alza di livello e i chilometri nelle gambe aumentano.

Molti PB sono frutto di questi innocui giochetti che ti spingono a dare il meglio, per non sfigurare davanti a questi “perfetti sconosciuti” che magari dopo il traguardo, con un sorriso e una battuta sul risultato, possono trasformarsi in “piacevoli novità”. Il Running, per sua stessa natura, ha qualcosa di anarchico: il suo fuggire via (anche dallo stress, dai problemi, seppur solo per mezz’ora) male si concilia con regole e restrizioni. D’altronde non c’è nulla come una passione condivisa per “attaccar bottone”,  per avvicinare persone con background differenti e per creare occasioni d’incontro.

Lo stesso semplice cenno di saluto quando due runners si incrociano è un gesto allo stesso tempo di immediato cameratismo, di riconoscimento della fatica condivisa, e di appartenenza alla stessa tribù. Anche in ambiti diversi la corsa si è dimostrata un ottimo elemento di aggregazione, capace di trasformare noiosi pranzi di lavoro in animate discussioni su risultati, percorsi, consigli tra colleghi, anche di età molto diverse, che fino a qualche tempo prima si scambiavano solo cortesi ma freddi saluti nei corridoi.

Certo, ci tengo a evitare comportamenti che possano generare doppi sensi e osservazioni “divertenti” se capisco che chi mi sta intorno è abituato a certi ambiti e potrebbe sentirsi a disagio: sarei io il primo a sentirmi fuori posto. Ad oggi, per esempio,  non conosco gruppi di running “arcobaleno”, nonostante negli ultimi tempi questo passatempo sia diventato sempre più cool e raccolga un numero di appassionati sempre maggiore, allettati anche dall’approccio fashion che le aziende stanno sviluppando su un’equipaggiamento finora piuttosto sobrio e monotono.

Cuciture ingegneristiche, tessuti tecnici, inserti che modellano, oltre ad esaltare le performance atletiche enfatizzano il lato sexy dello sport e fanno leva sul nostro sviluppatissimo desiderio di piacere e di piacersi.

Anche grazie a questo, ma certamente non solo per questo, lo si può proprio dire: il Running è per tutti, senza distinzione. 😉



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