Karen e’ un’amica, oltre che essere una notissima blogger, gentilmente si e’ prestata a rispondere alle nostre domande sulla sua New York Marathon.

Un’intervista un po’ diversa con domande un po’ diverse 😉

Karen Pozzi NYM

Milano – New York, parlaci del viaggio in aereo.

Avrei tanto voluto che su quell’aereo all’andata ci fossero accanto a me mia mamma, mio papà, mia sorella, il mio ragazzo e le mie più grandi amiche e invece ero sola! Purtroppo nessuno di loro, per motivi vari, poteva essere vicino a me e quindi mi sono dovuti bastare messaggi d’amore sul cellulare e abbracci di incoraggiamento all’aeroporto. Ero sola, sono andata a fare colazione al bar e morivo dalla voglia di urlare a tutti: “Sto andando a correre la Maratona di New York”. Così mi sono seduta di fianco ad una famiglia, ho ricevuto una chiamata di mia nonna, loro hanno capito che sarei andata lì e mi hanno fatto i complimenti, ho inziato a sentirmi un’eroina!:-) Per fortuna a New York ad aspettarmi c’erano Silvia e Simone, i miei amici che vivono lì. Avrei dovuto affrontare da sola quel viaggio, ma dopo tutti i viaggi che ho fatto in solitaria, questo è stato il più duro. Avrei voluto parlare con qualcuno per ore, di quello che stavo andando a fare, e invece dovevo tenermi tutto dentro. Sorridevo da sola e fantasticavo come se fossi in un altro mondo. C’era qualche runner sull’aereo, li ho riconosciuti subito e se solo non fossero stati tutti tedeschi (visto che partivo da Berlino), ci avrei parlato tutto il viaggio e invece… sapete cos’ho fatto in tutte quelle ore di volo? Oltre a mangiare un sacchetto di mix di frutta secca? Ho riletto per la terza volta “L’arte di correre” di Murakami e in ogni sua frase mi rivedevo. Appena potevo parlare con qualcuno raccontavo: “Sto andando a Ny, correrò la maratona” e sentirmi dire “Brava”, “Complimenti”, mi esaltava, oh come mi esaltava.

Quanto ci hai messo ad ambientarti una volta arrivata ?

Un attimo! Era la seconda volta che andavo a New York quindi sapevo già come muovermi. In più questa volta ero a casa di amici quindi sembrava un po’ di non essere in vacanza. Ho vissuto la città a 360° come se vivessi lì, ormai ero entrata nel mood newyorkese…

Ci racconti come New York City vive i giorni che precedono la Maratona ? si coglie qualcosa per le strade o nulla ?

E’ strana l’atmosfera a New York nei giorni precedenti. Sembra che tutto giri intorno a questo evento. La città è tappezzata di cartelloni, i runners sono un po’ gli special guest, sono in ogni angolo, tutti parlano di corsa e central park è invaso. Ma vi assicuro che l’atmosfera più bella è nei giorni successivi, quando quelli che hanno corso indossano la medaglia per girare la città, un po’ come degli eroi, un po’ come per dire: “New York..ti ho conquistata!”

Quando hai fatto la prima “corsetta” a NY ? che obiettivi avevi ?

Ho partecipato alla Maratona grazie a Ovunque Running, l’agenzia viaggi per le maratone in tutto il mondo. Loro sono organizzatissimi ed hanno un programma perfetto per i giorni che precedono la maratona. Il primo incontro sarebbe stato il giorno successivo al mio arrivo, fuori dal loro hotel alle 8 del mattino, per una corsetta di gruppo a Central Park e volendo avrei potuto “corricchiare” con loro tutte le mattine fino al giorno della gara, ma conoscendomi, ho preferito rilassarmi. Quella mattina, l’unica a Central Park, è stata fantastica, è durata un’oretta, impossibile spiegarvi a parole cosa provassi..   Gli iscritti alla Maratona di New York sono più di 50 mila e almeno la metà di questi si allena a Central Park i giorni prima della gara, l’atmosfera era fantastica! Runners da tutto il mondo con lo stesso obiettivo! Mi sono abbandonata alla corsa e a quello splendido scenario, mi sentivo in perfetta forma, avrei potuto correre per ore. Però..c’è un però..guardando quei runners che sembravano super professionisti mi chiedevo: “Ma io cosa ci faccio qui? Sarò abbastanza preparata?” e l’ansia saliva. A distanza di tempo vi dico che pur essendomi allenata con corpo, cuore e mente, intensamente per 2 mesi, non ero pronta come molti di loro. Avrei dovuto iniziare molto prima ed evitare così di sovraccaricare e subire durante la Maratona, motivo per il quale non ho raggiunto il mio obiettivo di finirla sotto le 4 ore. Le tibie urlavano troppo! http://karenpozzi.blogspot.com/2014/10/correre-i-giorni-prima-di-una-maratona.html

La sera prima come ti sei alimentata ?

Premetto che non sono una che segue una dieta ferrea (diciamo che non mangio cavolate fuori pasto); mangio tanto e tutto. Tutti però mi dicevano “mangia bene e andrai come un treno”. Quel mangia bene mi tormentava, cosa intendevano? Così ho fatto un po’ di ricerca e chiesto un po’ a quelli più infomati di me: il consiglio comune è stato “scarico-carico di carboidrati”. Non avendo però mai testato questa dieta/teoria ho evitato di farlo alla mia prima maratona, ma in parte ho seguito questi consigli. Quindi, mercoledì e giovedì ho ridotto i carboidrati, quindi ho prediletto proteine, frutta secca e verdura. Venerdì mattina ho iniziato ad introdurli, senza eliminare le proteine. Il sabato invece ho fatto il pieno di carboidrati.  Colazione con cereali, tè, fette biscottate integrali con marmellata e noci, per pranzo un piatto di pasta abbondante con condimento leggero e parmigiano,  una bruschetta con pomodorini freschi e un po’ di verdura al vapore. Durante la cena un altro piatto di pasta con pomodorini e delle patate lesse. Ovviamente spuntini a base di carboidrati: crackers, grissini, gallette,… Vi ricordo che ero a New York, ma per fortuna a casa di un amico quindi ho potuto mangiare con qualità. Gli altri che alloggiavano in hotel hanno trovato un po’ di difficoltà, ma mi hanno raccontato che il pasta party organizzato dalla maratona per la sera prima è stato molto carino. A posteriori vi dico che se dovessi correre un’altra maratona seguirei lo stesso programma alimentare. La forza c’era…peccato l’infiammazione alle tibie!

La notte hai dormito ?

Sentivo ancora i jet lag quindi ero molto stanca. Avrei voluto andare a dormire molto presto visto che la mia sveglia sarebbe suonata alle 3,30. Avrei dovuto raggiungere l’hotel dove soggiornava il gruppo di Ovunque Running per poi prendere la navetta alle 5,30 per Staten Island. Ma…c’era un dubbio che mi tormentava e che mi ha tenuto sveglia fino alle 23.00 (le 5 italiane): l’abbigliamento. Avevo già pensato prima di partire a cosa mettere, ma le previsioni per quel giorno erano davvero brutte: freddo e vento esagerati. Mi sono cambiata e ricambiata mille volte, mi innervosivo, avevo paura di avere troppo caldo, troppo freddo e mi veniva l’ansia. Urlavo, mi sono arrabbiata, e alla fine ho deciso di vestirmi come avevo pensato. Mi sono messa nel letto, ci ho impiegato un’ora ad addormentarmi e ogni mezz’ora mi sono scoperta a guardare l’orologio. Non avevo paura, ma quello che mi tormentava era che non sapevo assolutamente cosa mi aspettasse. Ho aperto gli occhi venti minuti prima che la sveglia suonasse;mi sono alzata, ho guardato il cellulare, trovando una mail che mi ha terrorizzata: “Allerta vento e gelo. Vestitevi in modo adeguato!”, direttamente dalla direzione della Maratona…e adesso?!Ansia, ansia, ansia… poi ho preso il taxi raggiungendo l’hotel. E’ iniziata l’avventura!

Colazione abbondante o il minimo necessario? Hai portato con te integratori ?

Considerate che la sveglia a New York è alle 4 (per me le 3,30 perché dovevo raggiungere l’hotel dove soggiornavano i ragazzi di Ovunque Running), quindi hai tutto il tempo per smaltire la colazione e digerire. Mi sono svegliata e mi sono fatta una tazzona di latte di soya con mirtilli, lamponi e cereali. Ho preso il taxi e raggiunto l’hotel intorno alle 5, ho mangiato 4 fette biscottate con marmellata, una banana e bevuto un tè caldo. Nell’attesa a Staten Island ho mangiato una barretta (6.30) e un bel pezzo di cioccolato. Considerate che io non faccio molto testo sul cibo, perché non amo fare grandi diete. Ho portato integratori per la corsa. Al decimo e al trentesimo chilometro ho preso una pastiglia di Enervit GT Sport. Al 21esimo e al 35esimo chilometro ho assunto un gel a base di carboidrati e vitamine e ho preso una bustina di Enervit R1 Sport appena finita la Maratona. (http://karenpozzi.blogspot.com/2014/10/cosa-mangiare-la-settimana-prima-di-una.html)

Qual’e’ la prima cosa che hai visto una volta arrivata alla partenza ? e cosa ti ha colpito di piu’ ?

Il freddo..mi ha colpito il freddo, quella mattina era incredibile. Mi ha colpito la quantità di gente pazza come me che a quell’ora doveva attendere almeno tre ore per correre 42 km! Ma un cervello ce l’abbiamo? E pensate che di pazzi ce n’erano più di 50 mila 😉 Alla fine quelle ore sono volate pensando e osservando tutte quelle persone, ognuna con una storia che l’aveva portato fin lì e che avrei ascoltato una a una. Una volta nella gabbia di partenza all’udire dello sparo e dell’inno…mi hanno colpito le lacrime di tutti noi!

Della corsa sappiamo tutto perche’ il tuo racconto lo abbiamo vissuto e imparato a memoria, ma vogliamo sapere invece il tuo viaggio di ritorno da New York a Milano…

Sono tornata dopo una settimana quindi diciamo che la mia “settimana da eroina” 😛 l’ho vissuta lontana da casa e con solo due amici che vivono lì, ma l’idea di tornare e ricevere gli abbracci delle persone che mi hanno sostenuto da casa, beh… non mi ha fatto dormire sull’aereo!

Grazie Karen! 😉

Ecco alcuni utili link del Blog di Karen:

SE VOLETE PARTECIPARE A NEW YORK

http://karenpozzi.blogspot.com/2014/11/ecco-voi-il-miglior-modo-per.html 

LA FANPAGE

https://www.facebook.com/pages/Karen-P-by-Leichic/189825187828662?ref=hl

1 commento

  1. Brava Karen, illuminante e diretta come sempre, anche se aspettavo la domanda di cosa ha fatto 2 secondi prima della partenza…. 😀 smack

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