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Milano, DEEJAY TEN 2015: Diversamente Pacer

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Emisfero Boreale
Milano, sono tornato.

Mentre pensavo a come sarebbe stato il mio rientro in Italia dopo questi mesi Brasiliani incrocio la richiesta di Nike Italia.
Pacer alla DeejayTen. Ci penso, mi iscrivo.
Sarà il mio rientro ufficiale a Milano ed alle run con gli amici.

Finalmente arriva il giorno.
Domenica 11 ottobre, ritrovo all’alba in duomo dove Nike ha allestito un ospitality.

Sono uno dei primi ad arrivare. Cerco facce amiche. Pian piano arrivano tutti, duecento persone molte delle quai sconosciute. L’organizzazione distribuisce il materiale tecnico (una parte già ritirata il giorno precedente) e finalmente mi perdo tra i sorrisi degli amici. Un piccolo set fotografico è l’ideale per immortalare il momento e gli abbracci.

Si percepisce tensione, l’evento è importante. Fuori ci sono 26000 iscritti.

Prendo il mio megafono e provo a sdrammatizzare un po’ per rompere la tensione, guardo questi ragazzi e vedo facce tese. Mi verrebbe voglia di parlargli, di raccontargli di come un pacer un giorno mi ha preso per mano. Io italiano in mezzo ai brasiliani. Vorrei dire a questi ragazzi che la cosa bella della giornata non è solo il Kit tecnico che Nike ci regalerà, ma è la possibilità che ci ha dato. La possibilità di essere diversi in mezzo alla gente.
200 maglie nere tra 26000 gialle. La possibilità unica di conoscere persone nuove, di parlare, di condividere.

Poi ci penso e dico che forse non tocca me e in un attimo siamo in piazza duomo. Foto di rito e ci dividono sulla griglia.

DJ10 foto1

A me tocca essere il capitano dell’ultima squadra. Terza Wave. Pace 6’30”. Forse qualcuno avrebbe storto il naso pensando di essere relegato  fondo, a me questa cosa piace un sacco. Come mi piace scoprire che nel mio gruppo non conosco nessuno dei ragazzi. Dentro di me penso che avrò 10km per provare a conoscere questi ragazzi o, per lo meno, provare a lasciargli un pensiero felice.

Non siamo ancora divisi ed una ragazza mi si avvicina: “scusa io sono in un altro gruppo, ma vorrei correre con te, posso?”. Gli sorrido, viene con noi.

Ci mettono al nostro posto in griglia, dietro di noi nessuno. Vedo i miei compagni un po’ delusi e un po’ silenziosi. In un attimo mi invento il motto di giornata. “perchè noi non siamo lenti, siamo diversamente veloci”. Strappo qualche sorriso tra i miei pacer. Il megafono cinese aiuta.

Sono il capitano ma preferisco fare gruppo. “Se io faccio il pirla con il megafono chi tiene il tempo?” e subito l’amico triatleta dal bel Garmin viene investito del compito.

Recuperiamo degli adesivi e ci buttiamo tra la gente a farci conoscere. Parlo con le persone, ognuna con la sua storia. Mi giro e vedo che anche qualcuno dei pacer inizia a fare lo stesso.

Ovviamente sono il solito casinista… manca poco a partire e il mio palloncino ufficiale decide di andare in cielo! Mando uno dei ragazzi a rubarne uno. Ruba direttamente una ragazza con il suo palloncino legato alla coda. Prima del via il palloncino esplode. Il destino vuole cosi.

Stiamo per partire e parlo con i ragazzi, gli chiedo di essere sempre sorridenti, di dare la mano, di ascoltare e parlare.

3… 2… 1 si parte.
Siamo indietro in griglia. Finiamo in mezzo ai ragazzi della DJFive.

Il primo Km passa che non te ne accorgi, ed appena la strada si allarga ci disponiamo sul percorso. 6’30” è un passo lento se vuoi correre, ma è un passo ottimo se vuoi vivere un esperienza.

Mentre risaliamo posizioni superiamo il “Presidente”, corre con la family la 5km. Sono belli come il sole. Facciamo festa insieme ma poi noi andiamo.

Corro sempre qualche metro dietro ai “diversamente veloci”. Noto che qualcuno inizia a sciogliersi. Lo sportivo lascia spazio alla persona. Il megafono è un richiamo coinvolgente con la gente che ci sta intorno.

Parlo con la gente, saluto nell’ordine una vecchia fidanzata di un amico del mare, un mio ex giocatore che corre con la famiglia, un amico che ha corso il passatore.

Senza troppa fatica siamo al km.3. Tra tante parole mi sono perso Giulia. Corre la sua prima 10k ufficiale e lo fa, fiera, con la maglia del NRC di Sao Paulo. Mi dicono che è andata via con un bel passo. Taglierà il traguardo in 1h01’50”. Non è il tempo a sorprendermi, ma il sorriso con cui insieme a Giorgio taglierà il traguardo. Solo 2 mesi fa, sul lungo mare di Bahia, mi insultava dopo 7km.

IMG_0364

Arriviamo finalmente al km 5. Le strade si dividono e rimaniamo noi Pacer con chi farà 10km. Ora è molto più facile parlare con le persone.

Un signore mi chiede se avrà un abbuono direttamente proporzionale ai kg in eccesso. Una signora mi chiede di convincere l’amica a non fermarsi. Bello parlare con la gente.

Mi piace anche vedere che i ragazzi che sono con me si sono finalmente sciolti. Una ragazza parla fitta con una signora che sembrano madre e figlia. Un altro prende acqua per tutti. Qualcuno si ferma ed aspetta i ritardatari. In un attimo parte il progetto adotta un runner.

Al km 7 verifichiamo il tempo. Siamo in vantaggio sul nostro tempo finale di 1:05:00. Con i ragazzi decidiamo di rallentare. Cosi facendo possiamo sostenere più persone. A chi cammina diamo la mano e gli diciamo di venire con noi. Lo faccio io. Lo fanno loro.

Inizio a non aver più voce. Ma sono felice.

Gli ultimi km volano lenti. A 700 mt dall’arrivo ci compattiamo per arrivare tutti insieme. Pacer e persone.

Ci raggiunge un amico che dopo aver tirato il suo gruppo si aggrega a noi. E’ il più vecchio di età, ma uno dei giovani di cuore. Presentazioni di rito e via verso il traguardo.

Siamo l’ultimo gruppo. Davanti a noi il traguardo e 180 pacer ci aspettano esultanti.

Mi fermo un po’ prima. Guardo i ragazzi che hanno corso con me, do a tutti un cinque. Poi cammino fino al traguardo. Sono pacche, abbracci e sorrisi. Perdo però i miei “diversamente veloci”.

Torniamo dove siamo partiti. Tra mille facce sorridenti vedo gli sguardi dei “diversamente veloci” che mi cercano. In un attimo è Selfie ricordo. Prima di andarmene rubo la lista del mio gruppo. Voglio dare un nome ad ognuno di loro. Voglio che la nostra corsa insieme non finisca qua.

Dj10 foto 4

E’ stata un esperienza bellissima e non posso non ringraziare Nike per la possibilità che mi ha dato. Mi sono divertito un mondo e, come sempre, ho cercato di spostare gli equilibri.

La sera mi è tornato tra le mani il Decalogo che c’era nel pacco gara e per un attimo mi sono chiesto… perchè?
Poi sui social ho iniziato a ricevere qualche messaggio post corsa, qualche grazie ed anche il decalogo è stato dimenticato.

Sono tornato, ci divertiremo un sacco!

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