OneHundred finale

Correre 100 Km non è una cosa facile, ci vogliono determinazione, forza di volontà e un po’ di incoscienza. Ed io credo di avercele messe tutte. 

La sveglia alle 8 è terribile. Ma bisogna prepararsi. Colazione, ritiro del pettorale, ultimi consigli. È l’adrenalina a tenermi sveglio, perché in realtà mi sento stanco e ho un sonno incredibile.

Al momento cruciale, mi sembra di essere partito col piede sbagliato: la mattina sta letteralmente volando, e io vorrei solo dormire ancora un po’.

Alle 14.30 è tempo di raggiungere la linea di partenza, e con Greg, con cui ho condiviso giorni e km di preparazione, ci dirigiamo verso via de’ Calzaiuoli. Sulla strada che mi porta lì, incrocio una chiesa aperta. Mi ci fiondo. Non sono un credente praticante. Ma sento il bisogno di sedermi un secondo e di recitare una preghiera.

Chiesa

La partenza è gremita di persone. Si legge sul volto di tutti la tensione pre-gara e sono agitato. Ma sono anche consapevole di voler affrontare ogni singolo chilometro di questa avventura con il sorriso. Alle 15.00 lo sparo di inizio. Start I primi chilometri della gara filano lisci, anche se il caldo soffocante non ci dà tregua.

Al 30Km incontro finalmente il gruppo di supporter. Un elemento che, se già a un terzo della gara si rivela prezioso, alla fine sarà addirittura decisivo. Tra loro cerco immediatamente Francesca. Ho bisogno di lei, della forza che solo il suo sorriso è in grado di darmi. La trovo e mi sento rassicurato.

Da quel momento in poi la mia gara non si svolge più in solitaria. Si affianca a me Giorgio, un vero amico, che in sella alla sua bici, non mi lascerà più fino al traguardo. Grandioso.

Arrivato a Borgo San Lorenzo, e più precisamente al ristoro dei 35Km, sono ormai distrutto. La stanchezza, il caldo e le salite mi hanno appesantito le gambe, e messo a dura prova l’entusiasmo. Incontro Mauro, altro runner del mio gruppo. Con lui avevo già corso la Maratona di Firenze. Ci accomuna il passo e la testa. Mi affido a lui e ai suoi ritmi. Detta lui il passo. E così, complice il fresco che la sera porta con sé, inizio a sentirmi meglio. Le gambe si sciolgono e l’umore comincia a risalire.

Mauro

Con lui arrivo fino ai 50km, e proprio al Passo del Colla ritrovo anche il gruppone di supporter in macchina.

< p style=”text-align: justify;”>Siamo ormai al giro di boa e solo la notte e una interminabile discesa mi dividono dal traguardo. Ragione per cui mi prendo il tempo necessario per cambiare il mio outfit in vista della notte: indosso la giacca fluo Essential Nightlife di Brooks, cambio le mie Ravenna 6 finora utilizzate con altre Ravenna di un numero più grande e accendo una luce frontale per illuminare il percorso. 
I successivi 25Km filano lisci come l’olio.

L’atmosfera di festa che si respira tra i partecipanti e ai ristori cambia radicalmente la nostra percezione della fatica. Ci fermiamo diverse volte e tra pane e mortadella, uova sode e brodo caldo riusciamo anche a farci due risate con i tanti volontari incrociati. Finalmente posso davvero dire #runhappy!

Al 75Km c’è l’ultimo check-point con il gruppone di supporter. Lì mi rendo conto che senza Giorgione non sarei mai riuscito più a proseguire la gara, ma solo lui non bastava più. Chiedo a Francesca di saltar giù dall’auto che aveva guidato fino a quel momento e di corrermi di fianco. Facciamo 5Km in compagnia di Mauro che però ne ha ancora nelle gambe, mentre il mio ginocchio destro inizia ad accusare i tanti chilometri corsi in discesa. Cosi, agli 80km gli dico di non preoccuparsi di me e di andare. E cosi ci ritroviamo io e Francesca, immersi nell’appennino tosco emiliano sotto una magnifica luna piena a correre insieme. Solo le lucciole ci guidano lungo la strada. La mia gara svolta. < p style=”text-align: justify;”>Percorrerò i 20Km più lenti della mia breve carriera podistica. 
Percorrerò i 20 Km più intensi mai corsi nella storia del podismo. O almeno per quanto mi riguarda. 99 Albeggia quando finalmente incrociamo le indicazioni per Faenza. Sono le 5 del mattino quando taglio il traguardo.

Arrivo

Avevo pensato e ripensato a come sarebbe stato correre 100Km. Non avrei mai immaginato di riuscire a concludere questa gara infinita, viste le sensazioni che ho provato prima della partenza.

Porto a casa la consapevolezza che determinazione, forza di volontà e soprattutto un gruppo di amici possono aiutarti a far cose inimmaginabili. 
Nonostante non sia andata esattamente come me l’ero immaginata, ho vissuto un’esperienza magnifica.

Porterò con me l’insegnamento e il ricordo di quanto vissuto. Per sempre.

Un ringraziamento speciale a RUN4FOOD e a BROOKS.

A presto DDR

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