Direttamente dal Pulman che ci sta portando a Roma pubblico la nuova puntata di Run-collo, ma non mollo!

Compagni di viaggio #WeRunRome #RedSnakesMilano

Silvia, Karen, Andrea, Luca, Biagio ed il piccolo Valentino.

IMG_1890

Charlize Theron. Natalie Portman. Blake Lively.
E poi ancora Charlize Theron. Potrebbe essere il cast perfetto di un film d’autore, o un sogno erotico d’autore. In realtà, è stata la mia corsa. Tornato in strada dopo la scorpacciata delle feste, nelle quali cerchi di tenere il saldo attivo ma non ci riesci mai (il saldo con il tuo fisico, ovviamente).

Tornato in strada a Milano, con tre super attrici a condire i metri i passi i chilometri. Le incontri alle fermate dell’autobus, sulla Linea 47 che ti fa compagnia nel tratto che hai scelto per il tuo workout (quelli che ne sanno lo chiamano così). Linea 47: dalla periferia al centro di Milano. Potrebbe essere ancora il titolo di un film, che mette lì le speranze di un giovane uomo che vive ai margini della città dove le luminarie delle feste dipendono dalla buon’anima di qualche commerciante, e che spera di raggiungere i festoni luccicanti del Natale di Buenos Aires. Ma visto che in realtà correre in Buenos Aires, specialmente sotto saldi, è un disastro, molto meglio la periferia, dove i gradi scendono ma il cuore si scalda per un ritorno alle competizioni (scadenti) dopo dieci giorni di stop. La fine della corsa coincide sempre con il momento migliore della corsa stessa: non è felicità per il pericolo scampato, quanto serenità e buone sensazioni, un po’ come se si scaricassero le endorfine (quelli che ne sanno le chiamano così).

Dovrei sempre ricordarmi questo momento, quando non ho voglia di uscire a correre, ma ammetto che spesso mi viene in mente il momento peggiore del workout, quello della sciura che dice Beginning Workout. In effetti mi sono rotto le balle di uscire con l’iPhone al braccio: sembro un mercenario da quattro soldi, e oltretutto con il telefono che nella notte fa una luce della madonna sono facile preda per i malintenzionati (quelli che fanno televisione li chiamano così). Mi servirebbe qualcosa di più sobrio, di minimal, magari da mettere al polso. Tra l’altro: grande new entry nel vestiario, con maglia tecnica Mizuno aumma aumma regalata da uno dei miei testimoni di nozze.

Uno è lui, che corre come una lepre e parla di NBA davanti alla telecamera sperando che le luci siano accese; un altro è diventato papà qualche giorno fa, e inizierà a correre in un altro senso; un terzo sta correndo in Brasile per una nuova vita. Io invece sono qui tra Leonardo, Diana, la periferia di Milano e la Brianza abbondanza. E mi calzano proprio a pennello. E sono senza rancori. E sono felice di restare a difesa della posizione (i militari che ne sanno la chiamano così). Io sono quello giù dal Titanic che saluta gli ospiti in partenza. Io sono quello che non sale sul volo 180 in Final Destination. Io sono quello che decide di non partire per il Gran Premio come Niky Lauda in Giappone. Tranquilli, però: il vostro Titanic arriverà a New York, il volo 180 non esploderà in volo, la Formula Uno nipponica non mieterà vittime. Soltanto, saranno altri chilometri in altre scarpe in altri posti del mondo. Tanto, ovunque tu lo faccia, sempre di workout si tratta (io ne capisco, quindi lo chiamo così).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.