Odio il TomTom Runner Cardio.

Non perché non funzioni o perché puzzi, ma semplicemente perché non legge tra le righe e non è capace di andare al di là dei numeri.
Una volta avevo Paula Radcliffe che alla fine dell’allenamento mi diceva DAJE in inglese sulla app della Nike, stavolta ho un omino stilizzato che mi dice VAI.
Mi chiedo dove debba andare.

BB

E’ un dubbio che mi ha tenuto compagnia per tutto il mio allenamento lungo la Valassina. Praticamente è come correre in aeroporto: mettere insieme tante macchine che sfrecciano ad almeno cento all’ora genera un rumore in stile Linate.
Non sento il mio respiro, e nemmeno il cuore. Meno male, perché il problema sta tutto lì.

Le gambe vanno anche, ma la respirazione no. Il cuore le va dietro, o determina la debacle: ogni volta che cerco di scendere a 6.30 al chilometro, le pulsazioni mi schizzano a 170, e inevitabilmente dopo due-trecento metri devo rallentare per recuperare il ritmo cardiaco.

Non va bene, mi fa male, e non riesco a migliorare. E’ una dura presa di coscienza alla diciottesima di Run-collo, ma questa è la puntata della maturità, quindi giusto così.
C’è solo una cosa che posso fare: scendere con il peso.

Proprio adesso che avevo deciso di correre la StraMilano senza il minimo obiettivo, se non quello di finirla senza smettere di correre, mannaggia. Scendere con il peso complica il progetto, a 63 giorni dalla gara (non li sto contando, ho aperto il sito oggi). Tra l’altro, manco sono riuscito ancora a iscrivermi, e sono scettico sulle chance di concludere la mezza maratona.

Martedì vedrò Bruno, il mio personal trainer: dicono che sia un tipo piuttosto burbero, quello che mi serve per un bel VAFFANCULO, MA DOVE PENSI DI ANDARE, oppure per un DAI CHE CE LA FACCIAMO.

Corro e non miglioro, perché non riesco a migliorare tutto il resto. Adoro la convivialità e non sono disposto a scendere a tangibili compromessi; faccio orari strani, e una volta mi sveglio alle sei e un’altra lavoro a mezzogiorno. Trovare stabilità è difficile, da sette anni a questa parte. Forse correre di più aiuterebbe, e allora devo provare a investire più tempo.

Ci sono però alcune cose che voglio condividere: la bellezza di dire, a ogni crisi di respiro e battito, OK MA NON TI FERMARE, PIUTTOSTO STRISCIA MA NON CAMMINARE; la rottura di palle di un’anca che, vista la lentezza, mi complica la vita; il mio nuovo abbigliamento, che piace alla gente che piace come la vecchia Y10. Sulla Valassina non ne ho vista passare nemmeno una, ed è un peccato. Quasi come aver deciso di correre oggi. Ma io non mollo, anche se Run-collo.
Ora vomito e riparto di slancio. Pulp, molto pulp, pure troppo.



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