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RUN-COLLO, MA NON MOLLO. 23ª PUNTATA

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Sono tornato a battere la strada.

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Non a battere IN strada, che è ben diverso.
Ho messo le mie scarpette, mi sono buttato addosso due stracci (due stracci una mazza, avevano due baffoni bianchi e sembravano ammerigani!) e ho indossato un tonico Tom Tom Runner Cardio.

Non lo dico a caso: soprattutto oggi mi è servito veramente.
Il Doc, quello che mi segue nell’iniziativa di Sky (più avanti entro nel dettaglio) mi ha detto di correre tenendo le pulsazioni tra 140 e 150 al minuto.
Il vero problema è facile da intuire: per uno che corre a 160-165 di solito, abbassare così tanto significa correre 1 chilometro in 8 minuti. Correre così lentamente da una parte è una menata, perché in pratica ti trascini e quasi non sudi.

Fossi a Ipanema ci starebbe pure, ma qui oggi tirava un vento della madonna (madonna è da leggere alla pozzetto… e la madooonna) e uscire in magliettina, per quanto tecnica, per quanto baffata e non baffuta, è poca cosa: vince il gelo!
Dall’altra parte però ti fa apprezzare alcune cose.
E’ un po’ come andare in autostrada a 85 all’ora: ti superano anche i camion che sfanalano avvicinandoti un po’ ai tuoi parenti morti, è vero, ma tu hai la tranquillità della prima corsia, dove non c’è nessuno, e da dove puoi guardare il mondo (dal Doblò, e infatti mi annoio un po’ ma amen).

Ho corso 5 chilometri perché poi ci avevo un impegno (sgram-maticato ma rende l’idea della pienezza dell’evento).
A ogni sgarrata il Tom Tom mi diceva: Ue Pirla, frena. O almeno, questo era il senso degli avvisi.
Ok Tom Tom: 40 minuti e ciao.

Dicevamo di Sky: tutto a posto.
Oggi visita con il Doc. I numeri sono imbarazzanti, ragazzi: peso 132 chili, il mio giro vita è di 124 centimetri, e l’altezza di uno e novantasei è l’unica grandezza alla quale guardare con fiducia.
Non fa niente: sono partito da situazioni peggiori, e sono sempre dimagrito senza problemi.
Il fatto è che il Doc non vuole che io dimagrisca (eeehhhh?), no no no.

Lui vuole che io scriva per un mese tutto quello che mangio su un modulo prestampato, e pretende che poi glielo riporti.
Da lì lui partirà per cambiare alcune abitudini alimentari sbagliate.
Gli ho detto: Doc, ma io devo fare la Stramilano.
Io run-collo, ma non mollo!
E lui mi ha risposto di prepararmi con calma, senza darmi scadenze, senza pretendere chissà quali risultati. Mi ha suggerito di dire (tutto, a lui, al prossimo incontro), di fare (moto), di baciare (mia moglie), ma non ha fatto menzione su lettera e testamento. Quello semmai lo farò io, se mi sentirò un’altra volta come il post corsa di oggi.

Uscito dal suo studio mi sono guardato intorno e al primo specchio trovato ho concluso che devo togliere qualcosa alla mia vita.
Dopo essermi arrovellato su cosa togliere, ci sono arrivato: ma quale Stramilano a 6 minuti al chilometro di media.
Ma pensa a finirla, e non fare il Pirla.
Run-colla, Luca, ma non mollare.

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1 COMMENT

  1. Grande Bobone,

    fissa il traguardo e immagina il momento in cui lo taglierai.
    Una, due, tre anche quattro volte al giorno.
    Prima e dopo i pasti.
    A stomaco pieno e a stomaco vuoto.
    Sottoponi questa prescrizione al Doc e digli che te l’ho fatta io!

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