Vi ricordate il racconto del “Trail del Cinghiale”?
Abbiamo chiesto a Giovanni di spiegarci come si allena.

Trail del Cinghiale: un’avventura di 86 km con 5000 D+


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C’e’ un gran bel percorso d’allenamento nelle montagne a ridosso di Milano, in Valsassina.
C’e’ la salita al Pizzo dei 3 Signori, quella piccola punta in centro alla fotografia. Mi piace definirlo l’allenamento dei trailer della domenica, quelli che riescono a “rubare” una giornata alla famiglia, agli amici, al lavoro, alle mille cose “importantissime” da fare per andare a respirare un po’ di quell’aria buona che si trova solo in montagna.

Visto la stagione decisamente inoltrata, sabato 5 dicembre è stato una fortuna riuscire ad arrivare in cima senza alcun problema. Solitamente in quota, in questa stagione, c’è gia troppa neve per correre.
Questo mite fine autunno ci ha regalato una splendida giornata.

Cosi ci troviamo alle ore 7.00 alla partenza del nostro giro: Alpe Paglio, luogo al quale sono molto affezionato. Su questi pendii circa 35 anni fa ho imparato a sciare e dove ho iniziato ad amare questo mondo per me quasi fiabesco… la montagna!

Il percorso passa da Pian delle Betulle, arriva al colle Larice Bruciato, scende per un centinaio di metri fino alla bocchetta d’Olino per poi risalire in cresta, incrociando un bellissimo sentiero che rimanendo sempre in quota ci porta fino al Rifugio Santa Rita, su questo sentiero correre è un vero piacere.

Dal rifugio parte un sentiero un pò più tecnico con alcune roccette da superare, ma sempre in assoluta sicurezza e ben tracciato, in un ambiente molto selvaggio e suggestivo, fino ad arrivare in cima al Pizzo dei 3 Signori. Noi abbiamo impiegato circa 3 ore per coprire i quasi 17 km con 1500 D+.
Volendo si può andare più veloce, il sentiero lo permette, ma come potete vedere dalle foto e dal video la parte migliore è il paesaggio e quindi noi l’abbiamo affrontato con calma gustandoci a fondo il panorama.

Nel dettaglio: dopo 10 minuti dalla partenza la vista si apre sull’alba.

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La vista sul Resegone che ci ha accompagnato per gran parte del giro è bellissima.

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Dalla cima la vista è mozzafiato.

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Per il rientro, si possono fare diverse scelte.
Noi abbiamo optato per scendere dalla parte opposta rispetto alla salita, passare dal rifugio Grassi, scendere in val Biandino, risalire al rifugio Santa Rita per poi ripercorrere il sentiero fatto all’andata fino alla macchina. Per un totale di circa 37 km con 1800 D+.

Rispetto alle mie uscite dall’allenamento, sempre in solitaria, questo volta ho avuto la fortuna di correre con un amico, Marco.
E’ stato un grande piacere correre e “gareggiare” amichevolmente spronandoci ad andare sempre più veloce.



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